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20 giugno, c’è chi si rinforza e chi vede il declino

Amici di Federossonera, oggi è 20 giugno 2026, l’Italia calcistica è in vacanza e quasi indifferente a ciò che succede dall’altra parte del mondo. C’è chi aspetta il nuovo colpo di mercato e chi guarda incredulo quello che sta succedendo ad una società, che in piena campagna acquisti non riesce a nominare nemmeno un direttore Generare (o Head of Football come oramai il calcio moderno ci impone) figuriamoci un direttore sportivo. Non avere società significa, no mercato in ingresso e nemmeno mercato in uscita. Operazioni bloccate che aspettano solo di essere portate a compimento. Da Leao, che ha chiaramente fatto capire di voler cambiare aria, a tutti gli altri giocatori, in particolare quelli che erano dati in uscita sicura e che a questo punto “rischiano di rimanere” per ritardato mercato.

Amorim si sta affrettando a contattare i gioielli per convincerli a rimanere, su tutti Rabiot, Maignan e Luka Modric. Chissà se il tecnico portoghese ha armi di convincimento efficaci come quelle che ebbe Max Allegri la scorsa stagione. Sicuramente il tecnico  di Livorno sta tentando lo scippo nei confronti di Rabiot, e vista la situazione c’è da stare molto preoccupati.

Ora, in tutto questo Cardinale e Ibra continuano a latitare. Nel caso di Ibra, sembra una strategia. Forse i rifiuti continui possono veramente portare alla promozione in prima squadra di Kirovski, suo uomo di fiducia alla guida di Milan Futuro.

Eppure pare che ci sia un nome nuovo, quello di Domenico Teti, un passato da girovago tra Serie A e Inghilterra. Un nome che non scalda, specie in un periodo in cui i cugini stanno chiudendo per Marco Palestra, talento esploso nel Cagliari che andrà a rinforzare, tanto per cambiare, l’altra squadra di Milano.

Si dice che quando si cade troppo in basso si possa solo risalire, spesso però stare in basso diventa un’abitudine, e il Milan e la sua storia non meritano questo.

Detto ciò complimenti ad Ibra e Cardinale, il primo riesce a farsi riprendere anche dalla critica americana per l’impreparazione relativa alle squadre che deve commentare al mondiale, per Cardinale oramai le parole sono inutili, credo che la contestazione per agevolare una cessione sia la soluzione migliore. Caro Gerry ci hai provato, ma il Milan è non è un asset, è una fede!