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A mente fredda il Milan è ancor più da apprezzare. Fabregas: l’esperienza impunita! Mentre Modric e Jashari …

A mente fredda, la gara col Como ci ha regalato un Milan sicuramente in crescita! Sì, avete letto bene: il Milan è in crescita! Leggevo un po’ di dati statistici sui giornali e quello che mi è balzato maggiormente all’occhio è il possesso palla. Ben oltre il 50% per il Milan e, contro il Como, è un dato che fa riflettere e ben sperare. Dunque i rossoneri non sono solo una squadra che si chiude e riparte, ma riescono a tenere il pallino anche contro i ragazzi di Fabregas, che per antonomasia sono la squadra col possesso più forte in Italia.

Certo, in tanti hanno storto il naso per il risultato finale: la litania è sempre la stessa, “bisognava vincere a tutti i costi!”. Si può essere d’accordo, perché l’Inter è scappata a -7 e il Milan, in queste condizioni – e intendo di forma fisica – non è certo una squadra che può promettere una rimonta.

Per quanto mi riguarda, il discorso scudetto finisce qui!

L’Inter sappiamo avere una rosa più attrezzata; certo, la Champions potrebbe pesare. Il 3-1 di Bodø deve comunque essere ribaltato e questo comporterà scelte nella sfida contro il Lecce. Anche se in Salento l’Inter è abituata a far bottino pieno senza troppe difficoltà. In ogni caso, la testa sarà tutta per il ritorno di Champions: la fortuna dei nerazzurri è che si giocherà in un campo vero, non nel sintetico di Bodø, una vergogna per il calcio europeo!

Come dicevo, la corsa più importante è quella per uno dei quattro posti. La classifica sorride perché la quinta, la Juve, dista 8 lunghezze: un margine importante che va difeso con i denti, sia nello scontro diretto contro i bianconeri sia nel derby contro l’Inter.

Sinceramente credo che non avere l’assillo scudetto sia una liberazione per i ragazzi di Allegri: la mente sgombra ha sempre prodotto i migliori risultati e, anche se ufficialmente nessuno lo ammette, la speranza è che da lassù qualcosa accada che permetta di rientrare in corsa.

Volevo tornare un attimo sulla vicenda dello strano triangolo Saelemaekers – Fabregas – Allegri. Ora, la “simpatica” trattenuta dell’allenatore del Como sono certo sia stata istintiva. Chi ha un po’ giocato sa che certe cose passano per la mente, ma una cosa è pensarle, un’altra è realizzarle, per di più in Serie A, con una posta in palio così alta. Il problema non è la trattenutina in sé: magari quel pallone sarebbe stato perso poco dopo. Il problema è quello che la trattenuta ha provocato. Prima di tutto la “collera” di Saelemaekers, e andare in collera significa perdere la concentrazione; poi l’effetto valanga, con Allegri che per forza è dovuto intervenire. Poi l’espulsione, che inevitabilmente ha un certo effetto sulla squadra. Insomma, una “piccola tempesta perfetta” che alla fine ha prodotto tanto nervosismo e una giornata di squalifica per Max Allegri, mentre Fabregas nulla. Ok, il tecnico ha chiesto scusa, però, istintività a parte, Fabregas è uno che ha calcato i palcoscenici più importanti e sa bene che tipo di reazioni si innescano in un giocatore quando si subiscono queste cose.

Prendiamola con filosofia: l’aria Italia sta trasformando Fabregas e la sua filosofia puritana da giochista a “risultatista ad ogni costo”! Welcome to Italy, Cesc!

Ma il match col Como ha regalato qualcosa di nuovo in casa Milan: la coppia Jashari – Modric. Questo tipo di scelta l’avevamo auspicata qualche giorno fa. Max sapeva che con Fofana il Como avrebbe preso le redini del gioco e imposto il suo ritmo. Con Jashari, il tecnico di Livorno ha risposto con la qualità e bisogna dire che, salvo alcuni momenti di difficoltà, giocare con i due play ha illuminato la squadra. E l’episodio del gol è stato l’emblema di questa scelta. Il lancio millimetrico di Jashari, in uscita dalla difesa, ha ricordato le giocate di Andrea Pirlo (paragone forse improprio, ma il lancio era spettacolare quanto quelli di Andrea).

Chissà che Max non cambi la propria filosofia e ci stupisca tutti inserendo un centrocampo con Rabiot – Modric – Jashari. Certo, lì in mezzo perdi un po’ di interdizione, ma la qualità potrebbe salire alle stelle. È solo un’ipotesi, è solo una soluzione, e fantasticare piace un po’ a tutti. Sarebbe divertente vedere un Milan di inizio stagione completamente abbottonato terminare la stagione con tre centrocampisti di assoluta qualità, che peraltro darebbero un grande aiuto al reparto d’attacco.

Quel reparto che non riesce ad avere pace in questa stagione. Leao è tornato al gol, ma resta un giocatore a mezzo servizio; Pulisic sta pian pianino tornando in forma, ma i suoi gol sono maledettamente mancati in questo scorcio di stagione. Nkunku è migliorato, ma sinceramente continuo a non reputarlo da Milan. Füllkrug si fa sempre apprezzare per caparbietà e voglia di vincere, ma obiettivamente ha 33 anni, un dito del piede fratturato e una finestra inquietante in mezzo ai denti. Per il resto Gimenez è un oggetto misterioso, di cui ormai si sono perse le tracce (in realtà il messicano rientrerà a marzo).

Ecco, questo è l’attacco della seconda forza del campionato. Francamente, analizzando la classifica, più di così non si poteva realizzare; perciò teniamoci questo secondo posto senza mugugni.

Ripeto: questa resta una grande stagione, con un grande obiettivo da raggiungere, la Champions. Il sorriso non deve lasciare spazio all’amarezza!