Ormai archiviata la vittoria di Bologna, i rossoneri si godono 3 giorni di ferie meritati. La prossima sfida è prevista per il 13 febbraio all’Arena Garibaldi di Pisa. Uno stadio iconico che al sottoscritto ricorda le mitiche sfide con il Pisa di Romeo Anconetani, vulcanico presidente dei toscani, che rendeva la gara sempre viva anche dal punto di vista dell’attenzione mediatica.
Ma ormai quei tempi sono lontani, il Pisa che si è affacciato dopo alcuni lustri in Serie A non ha più quel fascino, ma i tre punti in palio hanno la stessa importanza di allora (in realtà a quel tempo i punti in palio a vittoria erano solo due).
Questa lunga sosta ha il pregio di far recuperare gli infortunati. Sembra già un ricordo sbiadito, ma a Bologna abbiamo giocato con l’attacco decimato, e senza Saelemaekers. Perciò per Pisa, Allegri dovrebbe recuperare un po’ tutti i giocatori assenti al Dall’Ara, a cominciare da Cristian Pulisic, che dovrebbe recuperare dal problema all’ileopsoas. Muscolo di cui non conoscevo l’esistenza e che San Google descrive così:
“Il muscolo ileopsoas, composto da ileo e grande psoas, è il più potente flessore dell’anca, fondamentale per camminare, correre e mantenere la postura eretta. Collega la colonna lombare e il bacino al femore (piccolo trocantere). Sovraccarichi, sport (corsa/calcio) o sedentarietà possono causarne infiammazioni o contratture.”
Capitan America dovrebbe essere presente in Toscana insieme a Leao: il portoghese, dopo la terza rete di Rabiot, è stato richiamato in panchina per evitare ricadute; nei prossimi giorni verrà valutato ma a Pisa ci sarà sicuramente.
Per Saelemaekers il discorso è differente: il problema al polpaccio dovrebbe richiedere tempi di recupero di due settimane. Naturalmente alla ripresa degli allenamenti si valuteranno correttamente le condizioni; per lui la trasferta sotto la torre è a rischio. Al suo posto Athekame.
Prima di chiudere l’editoriale, volevo soffermarmi sul video che riprende Allegri imbestialirsi dopo il maldestro colpo di tacco di Estupiñán. Quella situazione dice tanto della mentalità di Allegri e di come sta indirizzando la squadra.
Il vocale che abbiamo sentito dice qualcosa del tipo: “non siamo squadra da colpi di tacco”. Ora, in quell’affermazione c’è tutta la forza del Milan e del messaggio che costantemente Allegri predica alla squadra. Max è pienamente consapevole di non avere certo la squadra del 2011. All’epoca sapevamo tutti la forza di quella rosa, da Ibra a Pirlo passando per Nesta, Pato e tutta l’allegra compagnia che ci trascinò allo scudetto. Il livello di questo Milan non è lontanamente paragonabile a quella squadra, in realtà tutto il livello del campionato italiano è sotto gli standard di allora, ma Allegri sa bene chi siamo e dove possiamo arrivare.
A riguardo mi vengono in mente frasi che spesso pronuncia il filosofo Galimberti (un passato da tifoso rossonero tramutatosi in tifo per quell’altra squadra di Milano 😱), le trovate facilmente su YouTube, quando parla di Nietzsche e del suo insegnamento più grande: “diventa chi sei”. Galimberti a riguardo aggiunge sempre, citando la mentalità greca: “diventa chi sei, secondo misura”. Spesso il filosofo cita l’esempio di Marcello Mastroianni, lanciando un monito ai nuovi attori, cercando di non forzare il loro essere, tentando di arrivare laddove non si è portati.
Ecco, io credo che Max Allegri abbia la totale consapevolezza della forza e di dove realmente possa arrivare questo Milan e questa rosa. E l’episodio di Estupiñán è un monito per un gruppo che deve restare concentrato sull’obiettivo attraverso i mezzi a disposizione. Il resto rischia solo di far perdere la focalizzazione. Ecco perché Max continua a tenere la squadra sulle spine con il solo obiettivo di arrivare tra i primi 4 posti!
Poi, detto tra noi, anche io credo che in cuor suo voglia giocarsi le carte per cucire la seconda stella sul petto! ⭐⭐