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Editoriale 7 marzo - Federossonera.com

Aria di derby, concentrazione massima, nonostante per Allegri ci sia il Real…

L’attesa comincia a scaldare i cuori di San Siro, Milan e Inter si affrontano per quel dominio cittadino che non bisogna assolutamente cedere ai cugini. La vittoria dell’andata è un dolce ricordo, anche allora l’Inter partiva favorita, noi all’epoca eravamo veramente un cantiere aperto, con esperimenti di ogni tipo ed infortuni ricorrenti.

Stavolta arriviamo al derby con assenze, ma con certezze maggiori rispetto alla gara di andata. Come saprete mancheranno Gabbia e Bartesaghi, per Matteo ci vorrà un mesetto per smaltire l’operazione all’ernia inguinale, per Bartesaghi in realtà è questione di giorni. Davide potrebbe anche andare in panchina, oggi proverà l’ultimo test, ma di vederlo titolare non se ne parla. Giocherà infatti Estupiñán, sull’ecuadoregno mi sono espresso nell’editoriale di ieri, questa per lui è l’ultima occasione di dimostrare alla società che può far parte di questo Milan, e per questo servirà una gara di coraggio. Stavolta il compitino non sarà ben accetto, a questo punto della stagione bisogna prendersi le responsabilità di riscattare una stagione e dare una mano alla squadra a conquistare altri punti Champions.

Responsabilità che si è già caricato sulle spalle Koni De Winter, il giocatore belga è chiamato a contrastare l’artiglieria pesante dell’attacco nerazzurro, fortunatamente la gara di Supercoppa è ormai un ricordo, e Koni da allora ha fatto passi da gigante, conquistando la fiducia di Allegri e quella, meno scontata, dei tifosi.

Per il resto solito Milan, con Leao e Pulisic davanti a guidare l’assalto alla difesa nerazzurra.

Le chiavi della gara, ovviamente sponda Milan, passano sempre nell’asse centrale. Da Maignan a Modric e Rabiot, sono loro tre infatti a dover tenere la squadra con compiti diversi.

A questo punto non bisogna fare troppi calcoli, bisogna avere ben chiaro quell’obiettivo che Allegri ha cercato di imprimere nella mente della squadra fin dal primo giorno di ritiro. Andare in Champions è troppo importante, per il bene del Milan e per il bene di Allegri.

Come apparso sulla stampa di questi giorni, il rapporto fra i piani alti della società e Milanello non è proprio idilliaco. Allegri sta bene al Milan, vuole proseguire il suo rapporto col Milan, ma a questo punto della stagione, con una qualificazione in Champions costruita ed alla portata, il tecnico di Livorno vuole garanzie. E se le merita tutte. Alle volte sento tifosi che si lamentano per il -10 dall’Inter. Francamente sorrido quando leggo e sento certi commenti, purtroppo la gratitudine non è di questo ambiente, ma per fortuna c’è ancora qualcuno capace di voltarsi indietro per un attimo, vedere da dove siamo partiti, vedere la “rosa striminzita” che la società ha messo in mano al mister, e vedere dove siamo e dove possiamo veramente andare.

Tutto questo è un piccolo sogno, che dobbiamo proteggere, non solo in questo finale di stagione per strappare il pass Champions, ma soprattutto per la prossima. E proteggere il sogno significa avere ancora Max alla guida, con Tare al suo fianco. A quanto pare il richiamo delle sirene da Madrid non è più un miraggio. I blancos stanno faticando, ieri sera, complice anche una serie di infortuni, sono riusciti ad espugnare fra grandi difficoltà il campo del Celta Vigo. Non è un mistero che Real e Allegri si siano cercati in questi anni, il Real vuole vincere, e vuole farlo con tutti i mezzi. Tutti sanno che nelle grandi squadre non serve avere uno stratega che inventa il calcio, quando alleni campioni devi soprattutto agire di testa. Questo lo sapevano bene a Madrid quando scelsero Carletto Ancelotti, ed è per questo che Allegri è l’identikit ideale per guidare quei fenomeni che in questo momento sembrano smarriti, e a dirla tutta anche infortunati.

In ogni caso, una società capace sa che tra le mani ha un allenatore che ha fatto il miracolo, in primis dando convinzione a certi giocatori, basti pensare a Maignan. Il nostro portierone era in rotta irreparabile con tutto l’ambiente, e soprattutto con l’alta dirigenza, ed oggi dove siamo? Maignan è il nostro portiere per i prossimi 5 anni, di chi il merito? Indovinate un po’.

Non voglio dilungarmi troppo, c’è un derby da giocare ed una Champions da sigillare, aspettiamo la conferenza stampa di oggi per capire come il Milan andrà ad affrontare la capolista, ma una cosa è certa, Max deve essere il nostro futuro.