La prima serata di Champions non ha portato bene alle italiane in campo. Nello spareggio per gli ottavi, la Juventus esce con le ossa rotte dal campo del Galatasaray, mentre l’Atalanta si scontra contro il muro giallo del Borussia Dortmund. Per entrambe, sconfitte pesanti che rendono quasi miracolosa la qualificazione nel match di ritorno.
A vedere questi match viene una certa “rabbia” da tifosi. Siamo il Milan e la Champions è il nostro habitat. Se le cose continueranno ad andare come stanno andando, torneremo a gioire e ad arrabbiarci anche noi. Serve solo un pizzico di pazienza.
Sulla strada verso la Champions c’è di mezzo il Como di Cesc Fàbregas. Il tecnico spagnolo sta sperimentando il sapore amaro del calcio italiano. Quel calcio in cui non basta giocare bene: qui le partite sono tutt’altro che scontate. Puoi dominare, ma alla fine ti ritrovi con la saccoccia vuota, come successo contro Milan e Fiorentina. Questo è il calcio italiano: forse lo spettacolo non sarà al pari di quello spagnolo, ma qui le partite vanno giocate fino in fondo ed ogni avversario ha un tecnico “laureato in tattica”, in grado di modificare storie che sembrano già scritte.
Allegri ha parlato in conferenza stampa lanciando un pesante monito alla squadra. In questo momento bisogna staccare da tutto ciò che non è funzionale alla realizzazione dell’obiettivo. Max non ha specificato quale sia, che ufficialmente resta la qualificazione in Champions, ma conoscendo il toscanaccio il sogno è quello di provare a scalzare i cugini dal trespolo.
Per farlo è necessario infilare un filotto di vittorie che ci porti al derby. Il calendario dice Como, Cremonese e Parma: sulla carta, quindi, la sfida più complicata è proprio questa contro i lariani. Arrivare al derby anche con un -5 darebbe quella motivazione in più per tentare l’assalto. Poi il finale di stagione sarebbe tutto da giocare.
Ma restiamo sul qui e ora. Stasera Max può gioire per il recupero di Saelemaekers, Pulisic e Leão. In sintesi, a parte Giménez, l’arsenale è quasi al completo. Certo, la casella di Rabiot — fuori per squalifica — pesa in partenza. Eppure questo Milan è cresciuto in sicurezza e consapevolezza, e con lui giocatori come Ricci, Athekame e soprattutto Jashari. Lo svizzero sta convincendo Max e chissà che alla fine non ci sia un colpo a sorpresa con il suo inserimento dal 1’ per contrastare l’asfissiante possesso palla del Como.
E allora gli undici che devono trascinarci alla vittoria dovrebbero essere: Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana, Modric, Ricci, Bartesaghi; Leão, Nkunku.
Come detto, l’arsenale che parte dalla panchina può cambiare il volto della gara in qualsiasi momento.
Comincia l’attesa!