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Editoriale 21 dicembre - Federossonera.com

Calciomercato, il cerchio si stringe! Thiago Silva al Porto. Allegri 10.000 euro di multa e lo sfogo di Theo Hernandez

A due giorni dall’eliminazione dalla Supercoppa italiana tengono banco un po’ i soliti argomenti. Primo fra tutti è il calciomercato, poi la diatriba fra Allegri e Oriali ( che barba.. come avrebbe detto Sandra Mondaini) e le parole di Theo sull’attuale dirigenza.

Insomma c’è un bel mix di argomenti da mettere in fila per cercare di capire cosa succederà e cosa è successo in questo piccolo turbinio prima del Santo Natale.

Capitolo Fullkrug, sono giorni che si parla di documenti, dialoghi, messaggi e che si monta tutto questo alone di mistero intorno ad un giocatore di 32 anni, che al West Ham non possono più vedere, e magari questo acquisto passerà come la grande stella del mercato di gennaio. La verità è che Fullkrug arriva al Milan perché la società solo Fullkrug si può permettere. Il tedesco ha visto dalla tribuna la gara contro il Manchester City, quindi uno più uno… vuol dire che l’8 gennaio lo vedremo in maglia rossonera, a Cagliari non giocherà per tempistiche burocratiche. Quindi su Fullkrug mettiamoci la bandierina, amen e proseguiamo con le operazioni di puntellamento.

Se in attacco qualcosa si è mosso, per il reparto difensivo bisognerà aprire il portafoglio. E’ di oggi la notizia dell’accordo trovato fra Thiago Silva ed il Porto. Il brasiliano torna in Portogallo e questo significa che la richiesta perentoria di Allegri deve essere soddisfatta in altro modo. Thiagone costava zero e aveva 41 anni, un mix perfetto per tenere d’occhio il bilancio no? Ed invece ora tutto da rifare, la fiducia su De Winter è ridotta all’osso ed ora è necessario tirare fuori, ed alla svelta, un nome da Milan. Chiaro che a gennaio è difficile tirar fuori dal cilindro un difensore importante, ed in esubero non c’è tanta roba. Il nome di Gila, gira e rigira ma Sarri è capace di incatenare il giocare a Formello pur di non lasciarlo andare, credo che quest’operazione si farà ma a giugno.

E allora che si fa? In teoria la parola passa ad Igli Tare, l’albanese in altre circostanze, sono certo, avrebbe già individuato il nome e concluso un acquisto, ma al Milan le cose stanno diversamente. La libertà d’azione di Tare è limitata, e proprio stamane ascoltavo il video di Andrea Longoni e del mitico Martinelli, in cui quest’ultimo ha parlato della brutta aria che tira fra Tare e Furlani. Ora immaginatevi cosa vuol dire per un direttore sportivo non avere la fiducia del Amministratore Delegato. Vi propongo un gioco, immaginate se Beppe Marotta all’epoca della Samp, della Juve e delle stagioni all’Inter prima di diventare presidente, non avesse avuto mano libera di esprimere tutta la sua creatività e tutte le sua conoscenze in ambito calcistico. Ok, per un attimo cerchiamo di dimenticare il suo ruolo di presidente dell’Inter ( so che non è facile!) però parliamo di un dirigente che riuscì a portare Cassano alla Samp, senza spendere nemmeno 4 noccioline. Ed anche alla Juve, e pure all’Inter, tutto gli si può dire, ma di sicuro è un dirigente di valore in grado di cambiare, senza spendere, i destini delle sue squadre.

Ora, Igli Tare è uomo di calcio, ed è un dirigente che conosce bene il suo mestiere, ma lavorare in queste condizioni è veramente difficile. Perciò cerchiamo di ricoprirci di fiducia ed attendiamo il nome per la difesa che possa dare un  pizzico di respiro a Gabbia.

Intanto Max deve pagare 10.000 euro per le frasi rifilate al povero Oriali, l’obiettivo era ben altro e la federazione se l’è cavata in maniera da salvare capra e cavoli, ed è giusto così. Come ho avuto modo di scrivere nell’editoriale di ieri, certe faccende sono da campo e devono finire in campo!

Nell’augurare a Gimenez pronta guarigione, operato per la pulizia della caviglia, come non parlare dell’intervista bomba rilasciata da Theo Hernandez. Il francese è ancora un cuore rossonero, e non mi hanno sorpreso le solite mosse dei piani alti societari che avevano l’occasione di incontrar Theo per un saluto in stile Milan, ed invece anche questa volta hanno messo in mostra il loro stile.

Queste le parole di Theo intervistato dalla Gazzetta: “Se mi chiedessero di tornare? Ora voglio vincere qui. Ma finché c’è certa gente non torno”.

Theo ha parlato anche del perché del suo addio: “Avrei meritato un trattamento migliore. Non me l’aspettavo. Alcuni compagni mi spingevano a restare ma quando un dirigente ti chiama e ti dice: ‘Se resti ti mettiamo fuori rosa’, io che cosa posso fare? Cerco altro. Quante volte sono stato vicino a lasciare il Milan? Al mio agente ho sempre detto di non dirmi nulla, in Italia avrei giocato solo nel Milan“.

Ora sarebbe bello poter ascoltare anche l’altra campana, ma francamente credo non ce ne sia proprio bisogno, mi basta quella di Theo…