Ieri sera sembrava la fine del calcio italiano, con l’Inter sconfitto in casa dai norvegesi del Bodo Glimt di Hauge e, sinceramente, non davo grandi possibilità ad Atalanta e Juve di ribaltare la situazione. Ma, sempre come scrivevo ieri, certe volte i miracoli accadono e, se per l’Atalanta possiamo parlare di grande prestazione, per la Juve si tratta di un quasi miracolo. Rimontare 3 reti, due delle quali in 10, è un riscatto per il calcio italiano. Chiaramente i supplementari hanno pesato. Perlomeno agli ottavi abbiamo una bandierina, quella dell’Atalanta, in attesa di portare anche la nostra anche nella prossima stagione.
Torniamo alle vicende di casa Milan e torniamo alle voci che vedono un Max pensieroso per la prossima stagione, se continuare o meno col Milan. Ragionandoci bene, qui non si tratta solo di cambiare l’allenatore: come giustamente diceva qualcuno, “Max tiene Milanello e il Milan”. Alzi la mano, chi conferisce meriti alla società per il ricostituito ambiente in casa Milan.
Allegri è ripartito dalle basi. Prima di tutto andando a parlare con tutti i giocatori che voleva rimanessero.. E quello è stato un lavoro davvero certosino. Dover ricostruire dopo un terremoto è sempre difficile e Max ha preso i vari pupilli e li ha rivitalizzati uno ad uno. A cominciare da Saelemaekers, tornato in rossonero ai margini del progetto per tifosi e società. Non per Allegri, che ha parlato col giocatore, lo ha saputo valorizzare e rilanciare mentalmente, ed ecco che il belga sta sfornando una stagione straordinaria con tanto di rinnovo contrattuale.
Proseguo con Maignan. L’asso francese era ormai destinato ad altre piazze, specie inglesi, e invece con il dialogo e la fiducia è arrivato addirittura il rinnovo per 5 anni. È notizia di ieri il sostanzioso ingaggio offerto dalla Juventus, che però si ritrova Di Gregorio. Anche Leão poteva partire a giugno e invece Max lo ha blindato. Parliamo ovviamente di Luka Modric. Il croato aveva aperte le porte di mezzo mondo, ed anche lì è stato Allegri a convincerlo che poteva ancora essere protagonista assoluto della causa rossonera e scrivere il proprio nome nella storia del club. Potrei continuare con Rabiot, arrivato al Milan praticamente solo per Allegri, e Bartesaghi, ormai titolare inamovibile.
Insomma, i meriti di Allegri vanno ben oltre i 90’ delle partite. Max ha preso un ambiente in stato comatoso e lo ha rivitalizzato, esaltando le caratteristiche dei singoli, anche e soprattutto dopo un calciomercato povero di stelle e ricco di acquisti da penna rossa.
Bene. Ora vi invito a una riflessione: “Se Max Allegri dovesse lasciare il Milan, cosa succederebbe a tutti questi giocatori che hanno scommesso sul Milan di Max?”
Partiamo dal problema che si è creato tra Allegri e la società. Chi ha seguito le conferenze stampa di Max ha visto che ogni tanto il tecnico ha fatto la voce grossa per difendere la rosa attuale e, indirettamente, per coprire le magagne societarie. Però il tecnico di Livorno ha fatto alcune richieste precise in attacco e in difesa, richieste che sono state completamente ignorate. Inoltre la gestione del mercato, competenza di Tare, spesso viene sovrastata dalla figura di Furlani e produce figuracce come la gestione del mancato acquisto di Mateta.
Ecco, con un quadro di questo tipo è comprensibile la riflessione che Max sta portando avanti.
Ma la domanda rimane: che cosa faranno coloro che hanno scelto il Milan per Allegri?
Francamente sappiamo che nel calcio moderno nessuno giura più fedeltà alla maglia, però in un mondo dominato dal Dio denaro c’è ancora chi dà valore a una promessa e a una stretta di mano. Questi sono veri uomini e su questi dobbiamo costruire il Milan del futuro.
Modric probabilmente resterà, a patto che ci sia Max; idem per Rabiot e soprattutto Maignan.
Forse esagero, ma dopo i disastri delle ultime stagioni si è creato un Milan allegri-centrico. Io personalmente non dimentico gli episodi con Theo e Leão durante il cooling break in casa della Lazio, come non dimentico la rissa fra Calabria e Conceição.
Tirando le conclusioni, abbiamo Allegri? Beh, teniamocelo stretto!
Poi, sul fatto del gioco, anche questa è un’argomentazione che lascia il tempo che trova: quando col Parma abbiamo potuto schierare un centrocampo top level, con Jashari–Modric e Rabiot, il gioco è arrivato, come è arrivato nella pesante trasferta di Bologna.
Perciò cementifichiamo Allegri, all’insegna della continuità!