Prosegue la lotta al vertice della classifica, l’Inter ieri sera ha dimostrato di essere la squadra più attrezzata per strapazzare gli avversari, e il 4-0 rifilato a una squadra come il Como è stato un segnale di predominanza importante. La squadra di Chivu, oltre a giocare in maniera convincente, ha messo in mostra la facilità di manovra e soprattutto la semplicità di tutto l’arsenale, attaccanti e centrocampisti, di andare a rete.
Problema che in casa Milan è stato enfatizzato ieri dalla Gazzetta, che riprendendo le parole di Allegri, ha scritto un articolo sulla difficoltà della linea mediana di andare a rete; al momento la fase realizzativa è infatti tutta sulle spalle di Leao e Pulisic.
Oggi tocca al Napoli e alla Roma, e questo è un piccolo vantaggio che lunedì consente ai rossoneri di conoscere già il risultato delle altre dirette concorrenti.
All’Olimpico di Torino non ci sarà Fofana, e con ogni probabilità sarà Ricci (ex della gara) a prendere il suo posto, al fianco di Modric e Rabiot. In un momento in cui è necessario rispondere immediatamente alla valanga di reti dei cugini, impossibile ipotizzare mosse tattiche azzardate, per questo Jashari, che bene si è comportato a Roma, si accomoderà in panchina.
Vincere in casa del Toro sta diventando un’impresa ultimamente. La squadra di Baroni sta arrancando e le sconfitte con Como e Lecce hanno alzato la febbre nella tifoseria granata e alzato la temperatura della panchina di Baroni.
La buona notizia è il rientro di Pulisic in coppia con Leao in attacco. L’americano, rientrato contro la Lazio, si sta dimostrando sempre più uomo chiave nello scacchiere di Allegri. Le sue accelerazioni fra le linee e la prolificità in zona gol sono una risorsa imprescindibile cui attingere, visto lo scarso rendimento delle “seconde linee” Gimenez e Nkunku, che ricordiamo hanno pesato sul bilancio dell’ultima stagione per 70 milioni.
A proposito del Bebote, l’infortunio prosegue. Qualche lingua malefica vorrebbe uno slittamento dell’indisponibilità fino a gennaio per favorirne la partenza verso l’Inghilterra. Va detto che il giocatore doveva recuperare per la sfida dell’Olimpico contro la Lazio, e invece non lo vedremo nemmeno all’Olimpico di Torino. A non convincere è la modalità di comunicazione dell’infortunio sui profili social del giocatore, e quel velo di serenità fra entourage del giocatore e società che potrebbe anticipare la tempesta. Naturalmente un’eventuale forfait con Sassuolo e la trasferta di Ryiad sarebbe una prova schiacciante che le sirene inglesi (Leeds e Sunderland in particolare) sono più di una flebile voce.
Intanto dall’Inghilterra potrebbero arrivare le soluzioni per i rossoneri. Dal Crystal Palace è il francese Mateta il nome forte. Personalmente non l’ho ancora visto giocare in partita, e senza questo tassello difficile esprimersi; visionando invece numerosi video sembrerebbe un giocatore completo, con tutte le caratteristiche del centravanti moderno. Forza fisica e buona tecnica ci sono, il giocatore sembra poter fare reparto da solo, qualità fondamentale per sgravare Leao da compiti innaturali a vantaggio della sua esplosività sulla fascia.
Scendono nettamente le quotazioni di Joshua Zirkzee. L’olandese, ex Bologna, allo United non sta brillando, ma ai Red Devils tutti, da qualche anno a questa parte, stanno riuscendo nell’impresa di deludere. Le voci lo darebbero vicino alla Roma di Gasperini. Voglio sbilanciarmi: dovendo scegliere fra Mateta e Zirkzee, credo che la scelta ricadrebbe sul giocatore del Manchester per numerose ragioni, tra cui l’immediata conoscenza del campionato italiano. Come ha detto qualcuno, Zirkzee potrebbe essere schierato il giorno 2 del suo arrivo a Milano, e poi in prospettiva sarebbe il perno centrale in grado realmente di garantire gioco e un punto di riferimentoper esaltare la vena offensiva del centrocampo. Anche l’età diventa fondamentale: Mateta ha 28 anni, Zirkzee 24 e in prospettiva…
Forse è solo un sogno, e sognare non costa nulla, almeno questo, in un momento storico dove il bilancio è la prima regola, permettetecelo.