Si avvicina il derby e non ci sono buone notizie per i ragazzi di Allegri. Dopo Matteo Gabbia, operato a Londra, darà forfait anche Davide Bartesaghi. L’esterno rossonero proverà ad esserci a tutti i costi contro l’Inter, ma la situazione più favorevole sarebbe la panchina. Ed allora Pervis Estupiñán sarà titolare.
Come hanno scritto in tanti: “una partita per prenderti il Milan”. Ci sono partite che possono cambiare il destino di un giocatore, ci sono serate magiche che possono trasformare il brutto anatroccolo in un giocatore vero, ed è quello che tutto il popolo rossonero chiede all’ecuadoregno.
Purtroppo Estupiñán non ha ancora ingranato la marcia, nonostante siano passati parecchi mesi dal suo arrivo. Ad inizio stagione quella maglia da titolare e quella fascia erano indiscutibilmente sue. La fiducia di Allegri c’era, e sinceramente anche il sottoscritto ha sempre pensato che qualcosa di buono si sarebbe tirato fuori dal giocatore. All’epoca Bartesaghi era un giovane aggregato alla prima squadra, senza nessuna ambizione di titolarità.
Le partite passavano e le prestazioni incolori di Estupiñán aumentavano, fino al fattaccio col Napoli: espulsione, e via con Bartesaghi. L’ex Milan Futuro a poco a poco si è preso la fascia, con il plauso generale, ed oggi siamo qui a rimpiangere un infortunio che ci costa una pedina fondamentale.
Ma nel calcio, come nella vita, ci sono quei momenti di svolta, e nel caso di Pervis questo è l’ultimo, e sicuramente il più importante. Fare cilecca contro l’Inter significherebbe cominciare a preparare le valigie in vista del mercato estivo. Certo il ritorno non si presenta semplice: in quella fascia si ritroverà il rientrante Dumfries, il peggiore dei clienti. Unica nota positiva, il fatto che l’esterno nerazzurro è di rientro dall’infortunio, di conseguenza non sarà al massimo.
Le buone notizie arrivano da Pulisic, dato in crescita rispetto alle difficoltà riscontrate nelle ultime settimane, che dal punto di vista fisico hanno fatto emergere piccole noie che stanno pesando.
Per il resto sarà il solito Milan, con Modric e Rabiot a suonare la carica: spetterà prevalentemente a loro guidare i rossoneri dalla zona nevralgica. Come ripeto ormai alla noia, vincere per i 3 punti Champions: lo scudetto è già nel cassetto dei ricordi.
Chiudo parlando di società. Sta diventando difficile, leggendo e sentendo gli esperti vicini all’ambiente Milan, comprendere la gestione di Furlani all’interno della società. Tutti noi quando è stato preso Tare abbiamo pensato: “finalmente una persona competente per il ruolo di ds”. In realtà le molteplici operazioni di mercato fallite e il mancato dialogo proprio con Tare ed Allegri stanno rendendo imbarazzante il prosieguo della convivenza. Le voci di un possibile addio di Allegri, in effetti, non si sono mai attenuate e non sono mai state smentite.
Una situazione difficile, che Max sta mascherando bene, in perfetto stile mourinhano, attirando su di sé l’attenzione dei media. Ma a questo punto è difficile richiudere il vaso di Pandora aperto dalle voci dei protagonisti.
Stiamo fedeli a Max ed all’obiettivo di riportarci in Champions, poi le questioni dovranno inevitabilmente essere affrontate!