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Editoriale 12 gennaio 2026 - Federossonera.com

Fiorentina – Milan 1-1! Tra le scelte di Allegri ed errori difensivi è un punto guadagnato! Fullkrug – Pulisic l’intesa funziona. San “Culovic” ci ha assistito ancora!

Che la trasferta di Firenze fosse complicata lo avevamo anticipato. Non avevamo anticipato lo stravolgimento di formazione adoperato da Allegri. Se fino a sabato pomeriggio, la coppia d’attacco Leao – Pulisic,  il centrocampo con Fofana-Rabiot e Ricci, erano i titolari, ieri Max ha stravolto la formazione lasciando Leao, Modric, Bartesaghi, Rabiot e Fofana in panchina a buttando nella mischia Estupinian, Jashari e Loftus Cheek con Fullkrug, in avanti.

Turnover tutto sommato condivisibile, ma non in quell’entità. Va bene che la gara contro il Genoa è stata ravvicinata, ma uno dei problemi di questa squadra è sempre stata la rosa corta. Chiaro che quando cambi così tanto non sai mai cosa aspettarti, anche perché sappiamo bene che esiste un Milan con Modric e Rabiot, ed un Milan senza i due acquisti estivi.

Che dire della gara, il primo tempo ha messo in luce la “strana coppia” Pulisic – Fullkrug. Piaccia o non piaccia, il tedesco ha riportato in rossonero il concetto di prima punta, che tiene su la squadra, fa da sponda, e dialoga, nell’occasione, con Pulisic, in particolare anche a  difesa schierata.

Aveva ragione Bierhoff  “non chiedete a Fullkrug scatti o la profondità”, è un giocatore d’aria di rigore, forte di testa e coi piedi buoni, un’arma da mettere nell’arsenale e sfruttare al meglio nelle situazioni opportune.

Paradossalmente il primo tempo è stato giocato “bene” dai rossoneri, siamo sinceri, da uno come Pulisic ti aspetti che di quattro occasioni nitide, almeno una la metta dentro. Soprattutto da un giocatore “pratico” come l’americano, ci si attendeva quel pizzico di cattiveria in più sotto porta, magari qualche leziosità in meno sull’1 contro 1, o qualche cannonata invece del tiro piazzato. Ma va bene così, Cristian oggi ha fatto una grande gara tra le linee, e se sommiamo il secondo tempo col Genoa, Capitan America è sempre più un giocatore fondamentale di questo Milan.

Bisogna dire che la gara del Franchi ha invertito la solita musica vista in questa stagione. Nella ripresa, infatti, a salire in cattedra è stata la Fiorentina, e purtroppo si è visto . Non che i viola abbiano creato situazioni particolarmente difficili, però se col Genoa la vaccata l’ha fatta Gabbia, contro i viola l’ha fatta un po’ tutto il reparto centrale.

Prendere gol su palla inattiva fa sempre ribollire il sangue, prendere gol da un difensore come Comuzzo, che ha potuto saltare in area piccola indisturbato, fa letteralmente incazz…

Ok, inutile girarci intorno, la sfida del Franchi ha messo in bella mostra quella polvere che per troppo tempo abbiamo nascosto sotto il tappeto.

La squadra nella ripresa è apparsa un po’ sulle gambe e priva di idee, gli ingressi di Leao, Fofana e Rabiot non hanno dato la scossa. Riprendo le parole di Giaccherini su Dazn “ al Milan è mancata la grinta”. Ed effettivamente non abbiamo visto quella voglia di riprendere la  gara e poi di vincerla!

Poi capita quello che non t’aspetti in una domenica qualunque, e cioè che la “stranissssima coppia” Fofana – Nkunku confezionino un gol da cineteca. Un filtrante degno di Pirlo (si ok bestemmiate pure…) ed un destro sul primo palo di Nkunku, che fulmina De Gea e salva il Milan dalla sconfitta. Un bonus che ci siamo giocati, ma su cui non scommetterei troppo per le prossime sfide.

Se col Genoa l’affermazione di Max “un punto guadagnato” ha riscontrato qualche malumore, credo che oggi quel punticino ce lo pigliamo e lo mettiamo in classifica, depositando, per il momento, il diario dei sogni scudetto nel cassetto.

Cosa ci portiamo via da questa sfida?

Sicuramente una squadra apparsa stanca ed un po’ sulle gambe. Il tour de force non è ancora finito, ed anzi, tra recuperi e altre sfide di campionato, c’è ancora da stringere i denti. Se manchiamo proprio in questa situazione, allora teniamoci ben stretto l’obiettivo del quarto posto, senza illusioni e affrontando la seconda parte del campionato con un occhio all’indietro, con Roma, Juve e Como, in agguato.

Secondo fattore che emerge è un reparto arretrato con dei limiti. Adesso, l’ottima tenuta difensiva dei rossoneri è sempre stata sostenuta da un centrocampo di primissimo livello. Naturale che se a quel centrocampo vai a levare due interpreti fondamentali, come Modric e Rabiot, la squadra è vittima del gioco avversario. Se poi anche gli episodi cominciano a girar male, vedi l’errore di Gabbia contro Colombo del Genoa, e vedi ieri la dormita generale sul gol di Comuzzo, viene a mancare il caposaldo del gioco di Allegri, ed allora tutto torna in discussione, la squadra si ritrova senza punti fermi cui appigliarsi. In sintesi, non avendo fenomeni dell’epoca di Maldini, Nesta e Stam, l’equilibrio centrocampo – difesa, diventa un fattore unico che non si può scindere.

Portiamoci via anche qualcosa di positivo, prima di tutto il punto in classifica. C’è una differenza abissale dal pareggiare e dal perdere. Una sconfitta avrebbe buttato il morale sotto terra, invece il punticino è la prova che tutto sommato riesci a rimettere in piedi anche una situazione difficile come quella venutasi a creare.

Ultima cosa, e sempre positiva, è il fattore “CULOVIC” (termine che non ho inventato io) che prima nel destro di Stanciu, e poi nel sinistro di Brescianini, ci ha assistito. E nel calcio questo è un fattore molto importante, e lo sapeva bene anche Napoleone, che prima di promuovere qualche generale si chiedeva sempre “è fortunato”, beh signori noi nelle ultime zone Cesarini ne abbiamo fatto uso e abuso.

Ora testa alla battaglia contro il Como!