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Editoriale del 17 gennaio 2026 - Federossonera.com

Giochisti e risultatisti, la commedia idiotista all’italiana!

Archiviata dal punto di vista sportivo Como-Milan, con il successo 3-1 dei rossoneri al Sinigaglia, l’Italia riesce a dividersi anche su questo. Ora, le fazioni sono sacrosante e rendono la vita e lo sport, in particolare, molto più pepati. Il mondo dello sport ha sempre vissuto di schieramenti, come non citare la perenne divisione nel ciclismo fra Coppi e Bartali, o nel mondo del calcio fra Rivera e Mazzola, o Baggio e Del Piero.
Tutte scissioni che hanno sempre animato il dibattito tra opinionisti e semplici sportivi. Da ieri sera è nato un nuovo argomento che dovrebbe dividere gli italiani, i “giochisti” ed i “risultatisti”. Chiaro il riferimento al post gara di Como-Milan, in cui i ragazzi di Fabregas hanno messo in campo una prestazione da grande squadra, di contro il Milan di Max, che colpendo nel modo e nel momento giusto si è portato a casa l’intera posta in palio.

Ora, in Italia sappiamo bene che tutto si porta all’estremo, sinceramente però, fra “giochismo” e “risultatismo”, mi sembra che a vincere sia soprattutto “l’idiotismo”.
Ma come si fa a pensare che un amante del calcio si possa schierare per una o per l’altra fazione? Sfido chiunque a parlar male della prestazione, o del modo di giocare, del Como. Velocità, movimenti, sovrapposizioni, tiri da fuori, giocate dei singoli e conclusioni da fuori area. I ragazzi di Fabregas hanno messo in campo una prestazione che andrebbe mostrata in tutti i settori giovanili.

Ed agli stessi giovani bisogna far vedere la concretezza e la spietatezza del Milan di Allegri, che in barba a qualsiasi pronostico, specie dopo il primo gol subito, ribalta la gara con un fuoriclasse assoluto di nome Rabiot. Stare a dibattere è veramente come una di quelle discussioni dopo il grappino della buona notte.

Signori, il calcio è bello perché è vario e sia Fabregas che Allegri sanno bene come tirar fuori il meglio dai loro giocatori. Cesc viene da una scuola che ben conosciamo e logicamente si è attorniato di giocatori che possono fare quella tipologia di gioco. D’altronde, in una stagione e mezza i lariani hanno rivoluzionato la rosa cambiando in tutti i reparti. Con i giocatori in uscita e quelli in entrata, negli ultimi 18 mesi si potrebbe riempire una pagina di giornale.

Dal punto di vista di Allegri, come stanno le cose? Max è arrivato al Milan con un accordo ben preciso, “portaci in Champions con questo materiale umano”. Ora capirete bene che anche il tecnico livornese vorrebbe poter esprimere quel gioco che in carriera ha già espresso in altre piazze. Vi invito ad andarvi a rivedere l’Allegri che ha allenato a Cagliari, quando coi rossoblù espugnava il campo della Juventus di Nedved e Del Piero, con i complimenti di tutta, e ripeto tutta, la critica sportiva. O quando al Milan ha trionfato vincendo lo scudetto e portandoci regolarmente in Champions League. Quello era un altro Milan e quella era un’altra società, ma in questo caso bisogna far di necessità virtù. Perciò Max sta semplicemente tirando fuori il meglio da un gruppo che, escludendo Modric e Rabiot, è praticamente lo stesso della passata stagione.

Perciò finiamola con “risultatisti” o “giochisti”, tutti vogliono vincere e tutti vogliono giocare bene, noi per primi. Però senza le vittorie non si raggiungono i risultati e non si arriva in Champions o non si vincono gli scudetti. E senza Champions, o senza lo scudetto, non si possono fare acquisti che ti consentono di alzare il tasso qualitativo e accrescere il livello di gioco delle squadre. Un cane che si morde la coda, insomma.


Ora testa al Lecce, con un pensiero a Marco Van Basten e alla sua delicata situazione personale. Forza Marco, ti siamo vicini!