Smaltita la delusione per il pareggio di Firenze, è tempo di riflessioni, per guardare la situazione in maniera distaccata e soprattutto per valutare la realtà del momento. Poiché ci piace ancora metterci tra le pretendenti al titolo, vediamo di analizzare la situazione delle due grandi favorite per la vittoria finale. Non mi dilungo con sermoni che mettono a confronto le due squadre, preferisco basarmi sul campo, e nello specifico quello che la gara di San Siro, di domenica sera, ha mostrato. Inter e Napoli hanno confermato quello che sempre ribadiamo, oltre alla qualità dei singoli, riescono a dare un’intensità e una voglia di superare l’avversario che sono sfociate in uno spettacolo per il calcio italiano. Mi voglio soffermare però sul Napoli e sulla capacità di rimettere due volte in sesto una gara che sembrava stregata. La squadra di Conte ha qualità e pazienza, e riesce a tener i nervi ben saldi, anche dopo un rigore, giustissimo, che in quel momento avrebbe steso un bisonte. Ed invece nulla, dalla ripresa del gioco i partenopei hanno ricominciato a macinar gioco fino al gol di McTominay.
Senza scriver troppi fronzoli, chi aveva il dubbio che il Milan potesse competere sullo stesso piano di Inter e Napoli, per gioco e per qualità dei singoli, con la giornata di domenica spero si sia messo la coscienza in pace.
Eppure sono positivo!
Rischio di ripetermi, ma dobbiamo sempre prendere come termine di paragone una rosa di partenza decimata dalle cessioni di Reijnders e Theo. Sì, è arrivato Modric, e poi, grazie ad una combinazione di situazioni, Rabiot. Però l’ossatura della squadra è quella dello scorso anno, e parlo di giocatori cardine.
In questa fase è necessario proseguire il cammino seguendo i nostri punti di forza, e la nostra forza, fino ad oggi, è stato nell’atteggiamento prudente il cui motto è “prima non prendere gol”.
E’ un motto che mi piace? No! Ovvio che chi è cresciuto come me, con i successi prima di Sacchi, poi di Capello ed infine di Carlo Ancelotti, vorrebbe rivedere quel Milan, però signori vorrebbe anche rivedere “quei” giocatori, e quella società.
Ma rinvangar i ricordi serve a poco, a Firenze il grande problema è stato l’improvviso vuoto a centrocampo, che ha inevitabilmente provocato problemi anche alla difesa. E se in un sol colpo togli Modric e Rabiot, è fisiologico che stai concedendo all’avversario l’iniziativa, ed una fetta di campo che poi farà emergere i problemi difensivi.
Qualcuno spinge per intervenire sul mercato in difesa?
Certo che sarebbe il caso di intervenire sul mercato per rafforzare il pacchetto arretrato. Ma anche in questo caso, se si deve intervenire è necessario far fare il salto di qualità alla squadra. Se prendi Gatti fai il salto di qualità? Ovviamente no, stai prendendo un giocatore d’esperienza, che conosce a memoria il vangelo di Allegri e che può essere utile alla causa. Discorso differente se concentri i tuoi sforzi su un giocatore come Kim del Bayern, allora fai la differenza, ma finche c’è Elliot ed i suoi “controllori” queste operazioni non si possono fare.
Perciò l’unica strada, con questo organico, è perseguire la strada che conosciamo. Siamo una squadra attendista che se riesce non andar sotto, può anche a battere Napoli, Inter, Roma e Lazio. Poi è fisiologico andare in svantaggio, e col Toro la ribalti, ma già col Genoa soffri maledettamente. Perciò per il momento aggrappiamoci al miglior modo di giocare che produce risultati per raggiungere l’obiettivo, che mi spiace ma è la Champions.
Ora testa al Como, altra gara che già sappiamo ci farà soffrire. Fabregas e il suo gioco lo conosciamo, e sicuramente al Sinigaglia torneranno titolari tutti i big, e speriamo anche la vena realizzativa di Pulisic. Cristian devi farti perdonare…