Il calcio, si sa, vive di momenti, astuzie e furbizie, e quando si tratta di arrivare a un giocatore si è disposti anche a far “carte false”. Il nome caldo in casa Milan torna a essere quello di Kean, attaccante 26enne della Fiorentina, con un curriculum già lunghissimo, visto l’esordio in giovanissima età.
Il Milan sente profumo d’Europa, dell’Europa che conta: i tifosi rossoneri facciano pure tutti gli scongiuri del caso, ma qui bisogna già cominciare a pianificare la prossima stagione, e Max Allegri e Tare hanno messo gli occhi sull’attaccante viola.
Come sappiamo tutti, la Fiorentina non se la passa bene. La squadra è in leggera ripresa rispetto all’avvio shock di stagione, ma le difficoltà restano enormi, ed è solo per il livello decisamente basso delle pretendenti alla salvezza che la Fiorentina può ancora lottare per la permanenza in Serie A.
Giocare un campionato nei bassi fondi ha ripercussioni anche sulla valutazione dei giocatori, e Kean non è esente da questa dinamica. L’attaccante ha una clausola rescissoria da 60 milioni, ma la sua valutazione è scesa a 45 milioni: un bel gap che permette ai rossoneri di intavolare un ragionamento e una futura trattativa con il club viola.
Kean è un giocatore dalle potenzialità straordinarie: nel suo peregrinare fra Inghilterra e Italia ha spesso inanellato buone stagioni, ma non ha mai trovato la definitiva consacrazione che lo farebbe entrare negli annali del calcio.
Ed allora perché non provarci? Certo, 60 milioni sono assolutamente fuori portata, ma con un sacrificio trilaterale Milan–Fiorentina–giocatore, l’accordo potrebbe chiudersi su una base di 35/40 milioni, più un lauto stipendio per l’attaccante.
Allegri e Tare sono professionisti navigati e sanno bene che è necessario muoversi in anticipo, prima che si scatenino le superpotenze economiche capaci di presentare offerte alle quali il Milan difficilmente potrebbe rispondere. La trattativa sotto traccia è avviata e, per ovvi motivi, deve restare tale.
Personalmente, però, non vorrei si raffreddasse la pista che porta a Dusan Vlahovic. Il serbo, a mio avviso, è il giocatore che può far fare il salto di qualità al Milan e che, in rossonero, potrebbe trovare quella consacrazione che gli permetta di esprimere tutto il suo enorme potenziale.
Il problema di Vlahovic è noto: l’ingaggio. Alla Juventus percepisce 12 milioni netti a stagione, una cifra che il Milan non può sostenere se non spalmando l’importo su un contratto pluriennale. Va detto che Vlahovic arriverebbe a parametro zero, ma oltre allo stipendio bisognerebbe soddisfare le ingenti richieste degli agenti. Un modus operandi che, negli ultimi anni, ha drogato il mondo del calcio e al quale le società finiscono sempre più spesso per piegarsi.
Al momento, però, le cose vanno così. Se per portare Vlahovic al Milan bisogna venire incontro a certe richieste, la società cercherà una soluzione, anche se l’esborso di commissioni esorbitanti per una semplice firma resta, personalmente, poco digeribile. Da questo punto di vista, si resta in attesa che il calcio trovi il coraggio di ribellarsi.
La telenovela Vlahovic–Kean è solo all’inizio: le prossime settimane saranno cruciali, soprattutto se il Milan riuscirà a mettere un piede e mezzo in Champions League.
Ed è anche per questo che a Pisa Leão e Pulisic saranno della partita; Nkunku è decisamente favorito per una maglia da titolare, dopo l’ottima prestazione di Bologna. Max giovedì scioglierà le riserve, ma su una cosa c’è una certezza: i tre punti vanno conquistati senza appello.