La prestazione di Bologna ha messo d’accordo tutti. La critica è sparita, gli accusatori del risultatismo si sono presi una pausa, e gli esteti del calcio hanno cominciato a rivalutare il Milan e la capacità di Allegri.
Basta un pizzico d’esperienza calcistica per capire che tutto può cambiare nel lasso di pochi giorni, per questo il primo atteggiamento da seguire è quello della prudenza. Non eravamo degli scappati di casa prima, non siamo il Milan stellare degli anni d’oro di Capello e Ancelotti. Forse sarò noioso, ma siamo la squadra che è partita dalle ceneri della scorsa stagione e che finalmente ha una sua identità.
Certo, la gara del Dall’Ara ha fatto vedere che anche il Milan sa bene come dominare una partita, creare occasioni da gol a grappoli, gestire il match dopo il vantaggio e chiudere l’incontro senza mai rischiare di perdere il clean sheet.
Nel calcio, come nella vita, sono i risultati a dare prima morale e poi convinzione. Infilare 22 risultati utili consecutivi ha costruito una consapevolezza che si sta cementificando nella mente dei giocatori. Vi invito a leggere le loro interviste, che quotidianamente vengono pubblicate sui vari siti o sulla carta stampata. In tutte le dichiarazioni, quando si parla di Allegri, viene sempre rimarcato il fatto che lui batte sulla mentalità del vincere. Un mantra che si può permettere solo chi ha raggiunto certi risultati nella sua carriera e sa bene che certe dinamiche si ripetono ciclicamente.
Lavorare con giocatori non di primissima fascia è una specialità di pochi. La mentalità di Max è pochi ma buoni. In tanti abbiamo sempre criticato la rosa corta, i famosi “soli” 19 giocatori di movimento. Oggi, con De Winter ormai integrato, con Athekhame alternativa a Saelemaekers, con Bartesaghi ormai padrone della fascia, per citare i più eclatanti, è evidente il lavoro di Allegri su quei giocatori che non hanno ancora il blasone dei più quotati come Modric o Rabiot.
Quindi andiamo avanti a testa alta verso il prossimo avversario, il Pisa, con la convinzione che se da lassù qualcosa dovesse rallentare, abbiamo tutti i mezzi per tenere il passo e tentare l’assalto in qualunque momento.
Ripeto, la gara di Bologna può essere la svolta decisiva!
Facciamo adesso un recap sulla questione cessioni ed in particolare sul tesoretto che i rossoneri potrebbero accumulare a fine stagione, quasi senza battere ciglio.
Manca solo l’ufficialità per il definitivo riscatto di Jimenez da parte del Bournemouth. Il club inglese è contento delle prestazioni del giocatore e a fine anno verrà esercitato il diritto di riscatto a circa 20 milioni, la metà dei quali andrà al Real Madrid.
Tra Pobega, che verrà riscattato dal Bologna, e Morata, dopo il complicato passaggio tra Galatasaray e Como, il Milan andrà a incassare circa 12 milioni.
In caso di salvezza del Genoa, Colombo frutterà circa 10 milioni di euro, mentre Terracciano verrà riscattato dalla Cremonese, che verserà i restanti 3,5 milioni.
Se dovessero andare in porto i definitivi trasferimenti di Bennacer in Croazia e Musah all’Atalanta (quest’ultimo veramente difficile), insieme ai 28-30 milioni per la probabile cessione definitiva di Chukwueze al Fulham, il Milan si ritroverebbe con circa 70-80 milioni di euro che salverebbero sicuramente il bilancio e permetterebbero anche di impostare la campagna acquisti.
Leggevo proprio oggi la notizia che Vlahovic non rinnoverà con la Juventus, un’occasione per il serbo e per Allegri di ritrovarsi, dopo il buon lavoro fatto in bianconero.
Se abbiamo perso per un soffio Mateta, preferisco aspettare e portare a Milanello un Vlahovic che ha ancora tanto da dire. Incorciamo le dita!
Ma prima c’è una qualificazione in Champions League da conquistare.