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Editoriale 19 gennaio 2026 - Federossonera.com

Milan: battuto il Lecce da grande squadra. Fullkrug era l’uomo giusto!

Eh, questa volta avevamo l’attaccante!

Sì perché il problema del Milan, con le piccole, è sempre stato l’abbattere i fortini costruiti a San Siro. Contro il Lecce la situazione si è semplicemente ripetuta, con una squadra arrivata a San Siro per portar via il punticino.


Ma andiamo con ordine.

Max ha sorpreso tutti con la formazione iniziale. A riscaldarsi in panca con la copertina c’erano Modric, Fofana e Bartesaghi. Al loro posto spazio a Ricci, Jashari ed Estupiñán.

Milan–Lecce è stata la classica gara vista a San Siro con una “piccola”. Milan che nel primo tempo ha tenuto il campo, creando superiorità in parecchie situazioni. Ovviamente a pungere maggiormente è sempre stato Christian Pulisic, tra le linee, e Saelemaekers, il solito furetto sulla fascia. Buona la prestazione anche di Jashari, che aveva il duro compito di far girare il gioco con Ricci, una soluzione a play alternati che ha prodotto un buon possesso ed ha chiuso il Lecce nella sua metà campo praticamente per tutta la gara.

Va detto che il Lecce ha giocato una gara troppo rinunciataria: questo ha consentito anche a Tomori e De Winter di spingere in fase offensiva. Se a questo sommiamo le innumerevoli salite di Gabbia sui calci piazzati, capiamo come il fortino eretto da Di Francesco sia stato efficace.

Anche la ripresa è stata una copia del primo tempo, con una pressione che è aumentata col passare dei minuti. Lecce che ha arretrato ulteriormente il baricentro negli ultimi 16 metri, ed il Milan a stringere sempre di più i salentini nella propria area di rigore.

Bisogna ricordare che la squadra di Di Francesco ha un’arma straordinaria, e il suo nome è Vladimiro Falcone. Piccola digressione personale: Falcone è il classico portiere che paga il non avere un procuratore di primo livello. Certi giocatori non ti spieghi perché, nonostante dimostrino domenicalmente di essere di gran lunga sopra la media, restino in una squadra come il Lecce, con tutto il rispetto, quando altre big schierano numeri 1 di livello discutibile. Per fortuna nostra non è il caso di Maignan: il numero 1 francese, dopo Como, oggi si è preso un giorno virtualmente di riposo, in attesa di quella firma che dovrebbe arrivare prima della chiusura del mercato di riparazione.

Torniamo alla partita ed al problema che abbiamo risolto. Per vincere queste gare ci voleva un attaccante d’area. Il classico numero 9 che spacca la partita, magari con un cross ed un colpo di testa. Sì, perché nonostante tutti i nostri ci abbiano provato, Leao e Pulisic hanno confezionato uno scambio, degno del Barcellona di Guardiola dei bei tempi, non siamo riusciti a trovare la via della rete. Ma, come scritto, con Falcone oggi non si scherzava.

Ed allora Allegri ha fatto quello che nella prima parte della stagione non ha potuto fare, e cioè buttare dentro un giocatore come Füllkrug, classico centravanti che negli ultimi 20 minuti ti può risolvere la partita.

Il tedesco una serata così se la poteva solo immaginare: dopo una settimana poco felice, ha subito un furto all’interno del suo albergo per un valore di 500 mila euro. Entrare e risolvere la situazione, facendo esplodere i 70 mila di San Siro e riportare il Milan a -3, è stata la consacrazione con la maglia del Milan. Ricordiamo che Füllkrug ha ancora un problema al dito del piede, che sta risolvendo, e vedere un giocatore che stringe i denti in quel modo ha sicuramente aperto il cuore dei tifosi rossoneri.

Ultima nota sul giocatore tedesco: il modo in cui ha piazzato lo splendido assist per Saelemaekers, con quel movimento di testa di chi sà dove è la porta e l’angolo libero, è stato un timbro da grande attaccante.

La gara è tutta qui!
Partita dominata, che non riesci a sbloccare, e che risolvi nel finale con un attaccante d’area.

Non amo parlare dei singoli, però oggi Allegri è riuscito a “reintegrare” tutti nel progetto. Non far giocare Jashari oggi avrebbe significato un colpo per lo svizzero, che ha risposto con una buona prestazione. Stesso discorso per Estupiñán. L’ecuadoregno, dopo Firenze, è stato perseguitato dal terrore. Oggi, complice un Lecce barricato, l’esterno ha mostrato quelle qualità che erano rimaste nascoste.

Chiudo con Rabiot che, senza Modric, si è caricato sulle spalle il ruolo del leader. Il francese ha fatto una prestazione quasi perfetta, sia in fase di copertura sia in quella di impostazione e negli ultimi 16-20 metri in fase di rifinitura.

Il Milan c’è, ed ora testa alla gara contro la Roma all’Olimpico, vengono già i brividi!