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MILAN – CAGLIARI 1-2! CALMA ED EPURAZIONE!

Scrivo questo articolo veramente a caldo. La gara contro il Cagliari è finita da qualche minuto! Francamente non ho parole!

La gara contro il Cagliari doveva essere una formalità, non per il valore della squadra rossoblù che ha meritato salvezza e vittoria. Dico che doveva essere una formalità perché quando una squadra ha il carico emotivo di chi si gioca la Champions League ed incontra una squadra salva, che in testa avrebbe dovuto avere solo il godersi il sole sardo, beh, quando le premesse sono queste, signori, monta la rabbia!

Sì, io sono sempre stato un sostenitore del mantra “i conti si fanno alla fine”, beh, ora è giunto il momento di parlare.

Il Cagliari ha fatto la partita, il Milan ha perpetuato la paura per tutta la partita, ed allora quando il Milan si fa questa serie di complessi e blocchi mentali, beh signori, perdonatemi, ma non stiamo più parlando di Milan, stiamo parlando di un surrogato americano che con il blasone di questa società non ha più nulla a che fare.

La lista dei colpevoli è ricca quanto una Bibbia, ma nel calcio, come nella vita, sono e restano responsabili quelli che decidono.

È vero che i giocatori vanno in campo, ma è altrettanto vero che i giocatori sono selezionati, scelti e poi spediti sul rettangolo di gioco.

Chi mi legge sa che non ho 20 anni, sa che ho visto il Milan vincere e dominare in Europa e nel mondo, e una cosa del genere non ha memoria.

Mancare un obiettivo di tale semplicità, per una qualità mediocre e per una mentalità da perdenti, non è storia del Milan.

Adesso comincerà la resa dei conti e stavolta sul banco degli imputati ci finisce pure Massimiliano Allegri.

Parlare col senno di poi è sicuramente facile, però quando ho visto Gimenez titolare, lì ho capito che c’era qualcos’altro.

Siamo stanchi, stanchi di vedere una squadra che pensa solo ai soldi, perché Gimenez è un giocatore da rivalorizzare per poi venderlo.

L’ordine è fare plusvalenza, l’ordine è quello di mandarlo in campo anche in un momento delicato come quello di oggi, con la squadra a giocarsi il futuro e Gimenez a cercare di buttarla in rete in qualche maniera, perché una rete avrebbe alzato il valore, e poi bisogna pregare il Dio del Calcio che gli faccia fare un buon Mondiale, così lo piazziamo sicuramente in questo calcio pazzo!

Adesso bisogna lasciar sbollentare la rabbia!

La rabbia di chi ha pensato di poter competere con l’Inter per il titolo e si vede il Como in Champions League, e dico pure strameritatamente.

Sulla lezione del calcio spagnolo a quello italiano ne parlerò più avanti.

Ora è il tempo della riflessione, alcune teste sono già cadute, quella di Furlani in primis. Ora tocca a gente come Moncada, e mi spiace anche per Ibrahimovic, che ha remato contro Allegri.

Su Max ancora non mi esprimo, voglio far passare la rabbia. Mi esprimo però sul valore della rosa.

Basta mediocrità!

Se avessimo fatto il testa a testa coi giocatori del Cagliari avremmo salvato solo Rabiot, Modric e Maignan.

Ora c’è da ripartire, non so come si farà, ma nella vita bisogna sempre ripartire.

L’ultimo pensiero è per i piani altissimi: complimenti per non aver investito. Complimenti per aver venduto ad inizio stagione Theo e Tijani ed aver preso Gianni e Pinocchio!

Avete voluto pensare al bilancio? Bene! Ora ammiratelo quel bilancio, senza gli introiti della Champions e con una rosa dal valore dimezzato.

Per questo grazie Cardinale e Furlani, l’unico conforto è che il secondo dovremmo già essercelo levato di mezzo.

Per il resto, sempre Forza Milan!