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Editoriale 27 febbraio 2026 - Federossonera.com

Milan e il DNA Champions, spesso difficile da capire! Allegri vuole Vlahovic!

La Champions restituisce un calcio italiano tra alti e bassi. Ho ascoltato con una certa perplessità le parole di Barella e di Chivu, e in entrambe ho notato una certa rassegnazione, quasi un alzare le mani: “Tanto c’è il campionato”. Onestamente, da tifoso del Milan, mi vengono i brividi solo a pensare certe cose e a provare queste sensazioni.

Ecco perché noi siamo il Milan, ecco perché noi, quando parte quella musica che accende i cuori, ci siamo sempre trasformati. Ecco perché siamo consapevoli che la Champions è il nostro habitat e lo abbiamo nel nostro DNA. Noi la Champions la sentiamo nell’anima: fino a pochi anni fa eravamo noi i veri antagonisti del Real Madrid e, per la cronaca, siamo la seconda squadra con più Champions in bacheca, ben 7; e, sempre per sgomberare il campo, Inter e Juventus insieme ne hanno conquistate 5.

A proposito di Juventus, lo spirito che i bianconeri hanno messo in campo è quello che noi milanisti conosciamo bene. Devo riconoscere alla squadra di Spalletti di aver gettato il cuore oltre l’ostacolo. Così si affronta la Champions, così si riconquista l’affetto dei tifosi, e poi pazienza se esci; e difatti il pubblico dello Stadium ha salutato con un grande applauso l’impresa mancata.

Ecco, questa è la Champions League: un torneo che sta evolvendo e che sta portando a galla squadre e nazioni che prima erano di seconda fascia. Questo è il calcio e questo è il fascino di questa competizione. Ecco perché l’anno prossimo non possiamo permetterci di farci trovare impreparati. Ed ecco perché Massimiliano Allegri vuole vederci chiaro.

Il tecnico livornese è da inizio anno che ripete che l’obiettivo è arrivare a giocarsi la Coppa dalle grandi orecchie. Ma noi siamo il Milan, non lo dimentichiamo mai: noi non andiamo in Champions a fare presenza; se partecipiamo è perché coltiviamo il sogno di metterla in bacheca.

I sogni sono legittimi e portano avanti il mondo e gli esseri umani, figuriamoci i calciatori e i tifosi. E allora la domanda è: il Milan il prossimo anno è pronto per la Champions?

Allegri è un tecnico navigato, non l’ha mai vinta ma conosce bene l’ambiente Champions. D’altronde, con la Juve ha sfiorato 2 volte l’impresa e per due volte si è dovuto inchinare al Barcellona di Messi e al Real di Cristiano Ronaldo. Max sa bene che in Champions non si improvvisa: bisogna già arrivare con la corazza, pronti a colpire di spada.

E qui torniamo ai ripensamenti emersi sui giornali del tecnico.

Adesso guardiamoci allo specchio e siamo sinceri con noi stessi. Noi siamo una squadra da Champions? Se quest’anno avessimo giocato la Champions saremmo in lizza per vincerla?

Certo, so bene che parlare col senno di poi è inutile. Questa è una stagione nata per un obiettivo e, grazie a Max, lo stiamo centrando. Ma per la prossima stagione servirà ben altro.

Qui non si tratta di fare il colpo, il nome altisonante e poi fermarsi. Qui si tratta di pianificare adesso quello che sarà l’anno prossimo.

E allora Allegri vuole garanzie, ha chiesto certi giocatori e vuole essere sicuro di averli. Lui, come tutti noi tifosi, sente questa maglia, sente il peso di chi sa di dover rendere conto a un popolo cresciuto con i successi contro lo Steaua, contro il Benfica, contro il Barcellona, la Juve e quella straordinaria rivincita col Liverpool. Noi siamo gente che vuole vivere ancora quelle notti magiche.

E allora la società deve capire che non basta più incassare il soldino della qualificazione e poi prendere il minimo indispensabile e chiedere a tecnico e direttore sportivo di fare i miracoli.

In attacco si parla di Kean: il giocatore costa parecchio e sinceramente sarebbe un grande acquisto, ma basta per la Champions?

Onestamente credo ci si debba muovere per tempo per giocatori che possono realmente fare la differenza in campo europeo, e il nome che sta tornando di moda è sempre quello di Dusan Vlahovic. Il serbo costa! Mannaggia se costa! Ma io credo che un progetto e uno sforzo economico possano consentire al Milan di portarlo in rossonero. E il tempo di agire è questo: il Barcellona si sta già muovendo, Lewandowski a quanto pare vuole cambiare aria e allora il sostituto può essere il serbo.

Muoversi in anticipo e bene: così è necessario operare. E se questo vuol dire azzardare qualcosa a livello finanziario, che si faccia. Ricordiamoci che sempre di una società sportiva stiamo parlando: il bilancio è fondamentale, ma nel calcio creare valore è spesso molto “semplice”. Pensiamo a Bartesaghi, che pochi mesi fa aveva un valore limitato; oggi l’Arsenal farebbe carte false per portarlo a Londra.

In sintesi, è l’ora di sedersi a un tavolo e di garantire certezze al Milan, ad Allegri, alla squadra e ai tifosi.

Domenica si va a Cremona per 3 punti Champions che diventano fondamentali: con la Juventus tornata pienamente a concentrarsi sul campionato, è impensabile uscire senza un risultato positivo dallo Zini.

Che la società inizi a riflettere!