Premesso che non dimentico la disastrosa gestione societaria della passata stagione, e mi riferisco alla quinta colonna svedese interna al Milan e alla scellerata gestione di Cardinale, non dimentico nemmeno la tragicomica questione legata all’assetto societario cercato per mesi e su cui si è dovuto ripiegare con soluzioni “interne”. Sì! Soluzioni interne, ma con ampia collaborazione di “ditte esterne”, come si dice in azienda.
Il Milan sul mercato sta mostrando una certa operatività. L’arrivo di Ramos è senza dubbio un colpo importante, che vuole tappare la bocca alla piazza, ma che certo non è passato inosservato ai più attenti. I 70 milioni sono una cifra spropositata, fuori mercato, e a dirlo sono tutti i più importanti esperti. Ora, a Napoli direbbero “ca nisciun è fesso”, ed è palese che, per il mercato, Mendes e la sua agenzia, oltre ad avere un canale preferenziale, sembrano condurre il gioco.
E infatti i nomi che si fanno sono tutti portoghesi. Vabbè, voi direte: pure Amorim. Ma la stragrande maggioranza riguarda giocatori sotto la gestione del potentissimo agente portoghese. E difatti si parla di una cessione di Gimenez al Porto, operazione che giustificherebbe nettamente i 70 milioni spesi per Ramos.
Ora cerchiamo di vedere il lato positivo, o meglio il lato sportivo. Non voglio parlare dal punto di vista finanziario, perché sapete come la penso. Dal punto di vista sportivo, l’arrivo di Ramos è un toccasana: un giocatore che il Milan stava cercando dai tempi di Giroud(Occhio, non è Giroud). Amorim, francamente, a me non dispiace: è un tecnico giovane, con idee fresche. Certo, probabilmente sbatterà il muso all’impatto, ma alla lunga può essere un allenatore capace di europeizzare il Milan.
Francamente apprezzo parecchio la svolta tecnica. L’idea di riprendere Liberali, ormai al Como, è sintomo di chi vuole puntare su giocatori che danno veramente del tu al pallone. La prossima cessione di Tomori, prima che vada in scadenza, è una mossa vincente. La costruzione parte dal basso e per Tomori non c’è più spazio. Rischia anche Gabbia, anche se Matteo, per appartenenza e costanza, non si discute.
Dunque, nonostante un assetto societario che non mi convince, il barlume di speranza portato da Amorim ci fa avere un po’ di fiducia. Ora c’è da capire se il supporto al tecnico sarà di facciata, o se questo inizio, ritardato, di campagna acquisti sia stato solo un fuoco di paglia per calmare la piazza.
Vediamo…