E alla fine usciamo indenni anche dall’Olimpico.
Finisce 1-1 il big match di una giornata che ha visto la rovinosa caduta del Napoli, a Torino con la Juventus, e che alla fine rafforza il cammino del Milan verso questa benedetta qualificazione Champions. La gara di oggi, diciamolo pure, ci premia con un punto, ma ci ferisce nell’orgoglio!
Ok che la Roma in questo momento è forse la squadra più in forma del campionato, ed ok che Gasp se l’è preparata proprio bene. Però andare all’Olimpico e giocare negli ultimi 20 metri per gran parte del match, è qualcosa che ferisce i cuori rossoneri, specie quelli come me, cresciuti con il mito di una squadra che nella sua missione ha sempre avuto quella di dominare e giocare bene.
E và bene pure che la gara è andata come da copione. Con la Roma ad assediare e sfogarsi nel primo tempo, ed i rossoneri a sfruttare l’inevitabile calo giallorosso all’inizio della ripresa, che ha fruttato il gol del calciatore che non t’aspetti. Quel Kony De Winter, che oggi ha firmato, oltre alla rete del momentaneo vantaggio, una prestazione ancora positiva nel ruolo di braccetto.
Dopo la rete i rossoneri sono sembrati in controllo, con quell’iniziativa giallorossa mentalmente disinnescata dal gol subito, ed il Milan che, con Modric e Rabiot, ha messo in campo quell’esperienza che in tante occasioni ha portato la gara in porto.
Ma ovviamente il calcio è sempre qualcosa che non si può prevedere, e la mano di Bartesaghi è stato quell’episodio che nessuno poteva prevedere. Un rigore che coi regolamenti attuali è ineccepibile, ma in realtà per chi ha assaggiato un pizzico di campo, grida rabbia. La verita’ e’ che il braccio era “fuori sagoma” già sul cross di Wesley. Ma rispettiamo il regolamento, noi!!!
In sintesi abbiamo visto la fotocopia della gara d’andata, con un primo tempo ancor più in evidenza per i giallorossi, ed il Milan che se la stava portando a casa. Unica differenza proprio lo sfortunato tocco di Bartesaghi, altrimenti, come ha dichiarato Modric, l’avremmo vinta.
Prendiamo questo punto e segniamoci il 21° turno senza sconfitte che, piaccia o non piaccia, mette in mostra una solidità di squadra e di gruppo, che rispecchia la mano di di Allegri. Certo, bisogna raccontarcela tutta! Non è possibile regalare un tempo in quella maniera, e soprattutto due giocatori alla Roma in quel modo. Parlo ovviamente di Leao e del francese Nkunku. Se per Leao conosciamo la situazione — la posizione di centravanti non è la sua, la pubalgia che si fa sentire — sono “scusanti” che non commuovono l’avversario, ma che sono “accettabili”. Per Nkunku la situazione è diversa. Oggi serviva tenere il pallone, farsi far fallo, saltare l’uomo, tenere la difesa avversaria più bassa ed in allerta, e sfruttare i pochi istanti di respiro che il pressing della Roma ha concesso. E Pulisic in panca ha pesato.
Ripeto, pigliamoci sto punto, e pigliamoci le solite certezze che ci devono portare all’obiettivo, Champions.
Su Maignan ormai c’è poco da dire, se non che la società deve farlo firmare appena mette piede in sede con qualsiasi mezzo, anche “coercitivo”. Blindiamolo e incateniamolo al Milan! L’altro nome è Luka Modric. Il croato è l’uomo di 40 anni, ed è ovunque. In difesa ha risolto parecchie situazioni disperate, in fase di costruzione, nonostante sia pressato, riesce sempre, e ripeto sempre, a trovare la soluzione migliore trasformando un pallone sporco in una ripartenza pulita. Anche Rabiot è la solita sicurezza, certo fisicamente non è più quel cavallo pazzo visto alla Juve, ma con una tecnica e con l’esperienza accumulata è ormai un giocatore perno di questo Milan, che insieme a Luka si carica sulle spalle la squadra nel momento difficile.
Ora pensiamo a difendere questo secondo posto dal rientro della Juventus e dai futuri attacchi proprio della Roma. Ed è proprio nei confronti dei giallorossi che la valenza di questo punto è doppia. Tenere a distanza proprio i capitolini è il più grande successo di questa serata.
Il discorso scudetto, per il momento, lasciamolo ai sognatori!”