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Editoriale 9 dicembre - Il Milan vince a Torino e si riprende la vetta

Pulisic trascina il Milan. La vittoria di Max. Leao ko, è emergenza continua, necessario intervenire a gennaio.

Essere tifosi del Milan è un lavoro duro, ormai lo sappiamo.  Cominci a vedere una partita e dopo pochi minuti ti ritrovi con la pressione a 200. La  trasferta di Torino non ha fatto eccezioni, i soliti 2-3 annetti li abbiamo persi già dopo 20 minuti. Ma sappiamo che il senso della vita sono le emozioni, ed i rossoneri ci hanno fatto fare ancora una volta il pieno.

Tornano immediatamente alla mente le parole di Allegri, “siamo partiti come gruppo… ed ora siamo diventati squadra!”.  La gara di ieri sera, per come si era messa, è la tipica partita che ti pone di fronte ad un bivio, se la perdi sprofondi nell’anonimato, se la ribalti, e poi la porti a casa, diventa un tassello cui appigliarsi mentalmente quando arriveranno altri momenti di difficoltà. Vincere queste sfide dà quella grinta per gridare a Napoli e Inter “sul treno scudetto ci siamo anche noi!”.

Sapevamo che il Toro, in casa, era una brutta gatta da pelare, e la zampetta fuori sagoma di Tomori ha regalato il buffo rigore ai granata ed a noi tutti una sola domanda. Fikayo… perchè??? Ma le vaccate sono come le ciliegie, sempre in coppia, ed ecco la gentile concessione di Pavlovic a Zapata e la paperella di Super Mike Maignan, ogni tanto una ce la concede, ma lo perdoniamo! Ora per punizione propongo l’immediata firma sul prolungamento del contratto…

Il 2-0 ha svegliato la squadra e finalmente il centrocampo rossonero ha preso l’iniziativa, per la verità gli affondi sono stati rari, ma la storia spesso la scrivono i campioni, e Rabiot ha risposto alla chiamata di Allegri siglando una rete meravigliosa da 25 metri.

Naturalmente con un reparto offensivo già in difficoltà e con Pulisic in panchina, recuperato in extremis grazie a due magiche aspirine, Nkunku completamente abulico e fuori dal gioco, mancava all’appello l’infortunio di Leao (difficile vederlo in Supercoppa).

Senza il portoghese sappiamo quanto si riduce il potenziale offensivo, insomma la serata sembrava stregata, ed invece la ripresa è stata musica!

E’ da agosto che accusiamo Allegri di non produrre gioco, ieri la squadra ha finalmente iniziato a girare come in un concerto in cui ogni strumento suona in armonia al momento giusto. A mancare è stato l’assolo, per questo c’è voluto l’ingresso di Cristian Pulisic per un sorpasso a prova di cuori forti. C’è poco da argomentare, Capitan America da quella sicurezza e peso offensivo indispensabile per questo Milan, se poi anche Ricci comincia a spingere e offrire l’assist per 3-2 finale, beh signori siamo di fronte ad un piccolo capolavoro di Allegri.

Mi piace sottolineare, a proposito di gruppo e umiltà, l’adattarsi di Saelemaekers sulla fascia sinistra e lo spostamento di Loftus Cheek come quinto di centrocampo, dopo l’uscita di Bartesaghi per Pulisic. La riprova che la squadra è veramente al servizio di Allegri per raggiungere l’obiettivo comune.

Capitolo Nkunku. Il francese vive un momento difficile, e sinceramente credo il problema sia di testa. Dopo un primo tempo abulico, nella ripresa, forte anche della grande pressione del Milan, finalmente si è vista qualche buona giocata e degli scambi importanti. Ora c’è un particolare che mi ha colpito, ed è l’azione del possibile quarto gol, giustamente annullato, a Pulisic. Quando Nkunku si è presentato di fronte a Israel, tutti abbiamo pensato ad una cannonata liberatoria per rilanciare la propria stagione, ed invece passaggio per Pulisic, per carità giustissimo in altre situazioni, ma un bomber in quei casi deve mostrare quel sano egoismo e prendersi il rischio di svoltare una difficile stagione. Ecco il momento del francese credo sia tutto qui, continuiamo a esser fiduciosi, anche perché all’orizzonte del mercato tutto tace, per il momento…

Arriviamo alle note dolenti, a partire dalla rosa troppo corta. E’ vero che al momento ci godiamo la classifica dall’attico all’ultimo piano, però anche stasera perdiamo Leao, se pensiamo che Pulisic non doveva nemmeno essere della gara, capiamo bene che qualcosa non va. Ora, dobbiamo guardare in faccia la realtà ed essere sinceri. Portiamo a casa questo grande successo con la consapevolezza che non  sarà sempre così. E’ necessario intervenire sul mercato, posso capire che l’obiettivo dichiarato è far “felici i bilanci” con il quarto posto Champions, ma investire diventa fondamentale per arrivare alla seconda stella che riporterebbe un po’ di serenità fra società e popolo rossonero.  Perciò Furlani per Natale “rompi il porcellino” come direbbe il buon Pellegatti.

Adesso godiamoci questo successo e questa mentalità, ci meritiamo la vetta. Ora testa al Sassuolo in attesa di capire quanto sarà grave l’infortunio di Leao.