Alla fine l’Inter vince, si torna a +8, noi con una partita in meno, e allora guardiamo il bicchiere mezzo pieno: Juve e Roma restano a -7, e la Champions, a questo punto, non è più un miraggio.
Chi legge i miei editoriali sa bene che non amo attaccarmi a episodi arbitrali o a situazioni di gioco ambigue. Però non si può non parlare di ciò che è successo fra Bastoni e Kalulu. Il difensore nerazzurro ha simulato senza mezzi termini. Adesso il regolamento avrà le sue “clausole”, ma per l’amor di Dio abbiamo la possibilità di avere una tecnologia così potente e precisa e, per colpa di un errore arbitrale — che per carità ci può pure stare — dobbiamo rovinare una sfida così importante per i destini delle due squadre e di chi sta a casa a guardare.
La simulazione di Bastoni è una vergogna tutta italiana; se poi aggiungiamo una ridicola esultanza, capiamo bene come l’ambiente calcio abbia un evidente problema di rispetto e di lealtà, tutti valori che ormai sono stati buttati nel cestino. Ed è per questo che, in fondo, abbiamo inventato il VAR: per rimediare a errori che si possono inevitabilmente commettere. Perciò, con buona pace del regolamento, qui bisognava intervenire, sbattere in faccia un bel cartellino giallo a Bastoni e lasciare che l’andamento del campionato facesse il suo corso.
E invece l’Inter beneficerà di un ennesimo errore, Bastoni verrà redarguito in pubblico ma elogiato in privato, e domani sarà un altro giorno!
Come scritto, dato che da lassù non hanno “cedimenti”, concentriamoci sui punti di vantaggio rispetto al quinto posto e, in questo, la vittoria di Pisa comincia a materializzare quella qualificazione Champions che Allegri va predicando fin dal primo giorno di ritiro.
Ho letto le solite critiche sull’atteggiamento del Milan, specie nel primo tempo. Ad un’analisi superficiale il match di Pisa può sembrare simile alle altre tre gare, in realtà i rossoneri sono sembrati in controllo fin dall’inizio. Sono d’accordo che l’avversario non debba mai essere sottovalutato — vale nel calcio, vale nella vita — ma il tipo di controllo che la squadra ha messo in campo nella prima parte di gara è figlio della consapevolezza di poterla sbloccare e vincere in qualsiasi momento.
Sono maggiormente d’accordo sul calo di concentrazione dopo il rigore fallito da Fullkrug: quei dieci minuti di défaillance hanno in effetti permesso di riaprire, anche a causa di un rimpallo decisamente favorevole, una gara che sembrava già chiusa. Questo sì! È un aspetto su cui Max deve ancora lavorare.
Ora testa al Como! La squadra di Fabregas ha ceduto contro la Fiorentina e non è certo una novità per i lariani andare in affanno contro squadre che si chiudono o che giocano di rimessa. Milan e Atalanta sono stati indizi, con la Fiorentina è arrivata la prova. Certo, a San Siro saranno i rossoneri a dover provare a impostare il gioco. Abbiamo già visto la capacità di manovra dei ragazzi di Fabregas e, in un match in cui è il Milan ad avere maggiormente da perdere, è d’obbligo prendere in mano la situazione e la gara.
Non ci sarà Rabiot, che alla fine verrà fermato solo per un turno: spazio a Ricci o, perché no, a un tridente con Leao, Pulisic e Fullkrug dal primo minuto, per un 3-4-3 che sarebbe inedito dall’inizio.
Bocciato Nkunku, che a Pisa non ha sfigurato, però ha fatto un passettino indietro rispetto alla sfida di Bologna e, di questi tempi, non ci si può permettere di abbassare il livello!