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Editoriale 14 marzo - Federossonera.com

Ricchezza nel calcio, chi lo avrebbe mai detto!

Ieri ascoltavo un contributo video del direttore di MilanNews, Antonio Vitiello, che ha ripreso un articolo di Forbes, in cui la nota rivista stila la classifica dei paperoni mondiali, ed in particolare dei proprietari dei club di Serie A.

Bene, che il calcio fosse in continua evoluzione lo sapevamo, ma sinceramente questa classifica mi ha leggermente spiazzato, rimescolando le carte del potere economico, a livello calcistico, nel nostro Paese.

LE PROPRIETÀ PIÙ RICCHE IN ITALIA

  1. Fam. Hartono (Como) €38,5 MLD
  2. Dan Friedkin (Roma) €11,4 MLD
  3. Fam. Saputo (Bologna) €6,4 MLD
  4. Fam. Commisso (Fiorentina) €5,6 MLD
  5. Renzo Rosso (Vicenza) €4,5 MLD
  6. John Elkann (Juventus) €2,5 MLD
  7. Howard Marks (Inter) €2,2 MLD
  8. Giovanni Arvedi (Cremonese) €1,9 MLD
  9. Gerry Cardinale (Milan) €1,8 MLD
  10. Antonio Percassi (Atalanta) €1,3 MLD

Al primo posto la famiglia Hartono, proprietaria del Como dei miracoli. Naturalmente l’operazione Como ha dei fini tutt’altro che sportivi, in ogni caso Milan, Inter, Juve e tutta la brigata deve alzare il nasino e guardare i lariani che dominano in maniera perentoria.

Anche a Roma non se la passano male, come a Bologna con la famiglia Saputo, e via via gli altri. Interessante la proprietà di Renzo Rosso per il Vicenza, tra l’altro squadra che sta stracciando il campionato di Serie C, e poi udite udite, il patron della Cremonese Giovanni Arvedi, che con il suo miliardozzo e nove guarda dall’alto il cowboy americano, e nostro presidente Gerry Cardinale, che si posiziona al nono posto.

Dunque siamo in mano ad un “poveraccio”, verrebbe da dire. Ed in effetti Cardinale è un businessman che può vantarsi di essere l’azionista di riferimento di RedBird, ma nel confronto diretto lascia tanto.

Ovviamente sappiamo bene che anche a livello politico-calcistico l’abito fa il monaco, e soprattutto la saccoccia piena incute sempre un certo timore, ed evidentemente questa classifica rimescola un po’ le carte e l’assetto geocalcistico in Italia.

Ovviamente se dovessimo uscire dall’orticello italiano, le cose si farebbero ancora più grigie, basti pensare alle proprietà di PSG e delle altre big europee.

Fortunatamente nel calcio i soldi sono tanto ma non sono tutto. Il Milan ha dalla sua un blasone costruito negli anni, ed un nome che aprirebbe qualsiasi cuore nel mondo. La forza dei rossoneri deriva da come il Milan ha conquistato il mondo dagli anni 80 agli anni 2000.

Ed anche in Italia, il vero patrimonio, quello che permette di costruire sogni, è il popolo che riempie prima San Siro, poi tutti gli stadi d’Italia.

Sì, è vero che non abbiamo la proprietà più ricca del campionato, e questo vale per i rivali storici come i cugini e la Juve, ma poi quando si va in campo, il blasone è ancora il fattore trascinante, e la nostra storia parla per noi.

Scusate, ma oggi va così!

Detto questo aspetto la conferenza di Allegri, e domani torniamo a parlare di calcio giocato!