Contava solo vincere: dopo il ko col Parma bisognava dare un segnale forte, e diciamo che è arrivata la vittoria. Prendiamo i tre punti e godiamoci questo secondo posto rafforzato, a una settimana esatta dal derby. Derby che non sarà uno scontro scudetto, ma uno scontro per una supremazia stracittadina da mettere in bacheca.
La Cremonese ha fatto la sua gara, il Milan del primo tempo è sembrato essere quello solito. L’ingresso di Fofana con il tandem Leao e Pulisic ha visto la solita partenza sorniona. In realtà i rossoneri hanno confermato il trend che li vede prendere il controllo del gioco già nella prima frazione, e le occasioni sono arrivate. Ci hanno provato un po’ tutti, Leao e Pulisic in particolare, che spesso hanno affettato la difesa della Cremonese per presentarsi di fronte ad Audero. Il portiere, ex Samp, ha fatto una grande figura; va detto che i nostri due gioielli ci hanno messo parecchio del loro per far chiudere il primo tempo sullo 0-0.
La ripresa ha cambiato ulteriormente la musica: c’era bisogno di quel cambio di passo, di quella chiamata alla carica di cui spesso si fa carico Modric, per intenderci. Lo switch è arrivato con il tridente. Finalmente, con l’ingresso di Fullkrug, abbiamo visto quel Milan che un po’ tutti sogniamo: a tre punte, con il tedesco al centro, Leao a sinistra e Pulisic a destra. Ovviamente a giovarne maggiormente è stato proprio il portoghese, che ha iniziato a tracciare un solco sulla fascia, prenotando una seduta psicologica ai difensori della Cremonese, che a tratti non ci hanno capito nulla.
E ancora le occasioni non sono tardate ad arrivare, sempre con Leao, ma il portoghese deve fare una ripassatina del manuale della mira e della cattiveria sotto porta.
La vittoria era d’obbligo: non ci si poteva accontentare di andar via con un punticino dallo Zini.
Eppure, nei 15 minuti finali, con l’uscita di Pulisic, sinceramente ho capito quanto la nostra rosa abbia bisogno nella prossima stagione di una rinforzata decisa. Nell’ultimo quarto d’ora mi sarei aspettato una squadra arrembante, decisa a combattere su ogni pallone, e sinceramente il calo è stato evidente. Ma le cause vanno ricercate in una panchina con una mentalità ancora acerba. Qui Max deve lavorare, anche se sinceramente non so quanto si possa lavorare su certi giocatori.
Verso l’ottantesimo mi è sembrato di vedere una fotografia con Ricci, Athekame che, nonostante le forze fresche, non hanno mai trasmesso quel senso di cattiveria sportiva necessaria che contraddistingue il buon giocatore dal gran giocatore.
Però la storia la scrive chi non demorde e sinceramente uscire da Cremona con un punticino sarebbe stato un peccato da girone dantesco delle occasioni sprecate.
Si dice che la fortuna aiuti gli audaci, ed evidentemente è così. Però questa regola funziona a corrente alternata, ma non oggi. Al 90’ le capocciate di De Winter, decisa ma imprecisa, poi quella di Pavlović, che tecnicamente definirei più una “facciata” che una capocciata, hanno reso giustizia a una partita che stava andando sui binari di uno 0-0 obiettivamente poco giusto. E prendiamoci anche il 2-0 di Leao, che è tornato al gol: una bella iniezione di fiducia.
Adesso aspettiamo la risposta di Roma e Juventus, che si affrontano all’Olimpico, e sicuramente qualcuno dovrà cedere, senza dimenticare il Como, che è pienamente in lotta per uno di quei benedetti 4 posti.
Prepariamoci all’Inter con tutta la rosa a disposizione: infatti, dell’esercito di diffidati nessuno si è beccato il giallo e quindi con l’Inter saranno tutti chiamati all’appello!
Ma oggi godiamoci questo successo e i 9 punti di distacco dal 5° posto!