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Editoriale 25 febbraio 2026 - Federossonera.com

SOS calcio italiano! Ed Sos Allegri, il tecnico non rinnova?

Non succede, non succede… È successo! Ed anche per quest’anno l’Inter vedrà qualcun altro alzare la Champions League. Dopo il 3-1 di Bodø la squadra di Chivu doveva fare la rimonta, che sulla carta non sembrava nemmeno tanto complicata, ed invece i norvegesi fanno il colpaccio. Sarà che Hauge è rimasto un cuore rossonero, e per lui questo era un derby, sta di fatto che il calcio italiano esce con le ossa rotte da questa Champions League, con buona pace di tutta la dirigenza della federazione e di chi si ostina a rimanere attaccato alla “cadrega”. Ah, dimenticavo che stasera giocano Juventus e Atalanta, che partono rispettivamente dal 5-2 di Istanbul e dal 2-0 di Dortmund. Ora i miracoli possono sempre accadere nel calcio, e il vangelo della Panini è ricco di resurrezioni, ma onestamente la banda Spalletti la vedo decisamente in difficoltà contro i turchi. Discorso più aperto per l’Atalanta, anche se le 2 reti di svantaggio suonano come una chimera per i ragazzi di Palladino.

Salvo sorprese, dagli ottavi in poi armiamoci di birra e popcorn e godiamoci i big match. Certo, pensare che i norvegesi del Bodø/Glimt sono fra le magnifiche 16, e noi a guardare, qualche interrogativo me lo fa porre.

La Norvegia ci ha già strapazzato nelle qualificazioni al mondiale nordamericano, però a livello di nazionale ci siamo sempre nascosti dietro i vari talenti sparsi per la Premier e La Liga, adesso il discorso si fa molto più serio. Il Bodø/Glimt, figlio di una cittadina polare, con uno stadio che si confonde con quelli di Lega Pro e Serie D, ha buttato fuori con una doppia vittoria quella che dovrebbe rappresentare il massimo valore del calcio italiano.

Ovviamente dai piani alti della FIGC nessuno si sente toccato da questi risultati; d’altronde l’unico “ problema è la pirateria televisiva” per i nostri benpensanti.

Ed in tutto questo, fra poche settimane Gattuso e la nazionale si giocano le residue chance di accedere al mondiale. Per carità, andare al mondiale è sempre una festa per le nazioni: penso a mio nipotino di 12 anni che non ha mai visto l’Italia scendere in campo nella massima competizione globale, una roba impensabile per quelli della mia generazione che alla medesima età imprecava per la rete di Caniggia contro Zenga nella maledetta notte di Napoli di 36 anni fa. Ma la domanda resta… Al mondiale che ci andiamo a fare???

Ma torniamo a casa nostra e torniamo alla clamorosa intervista rilasciata da Criscitiello, direttore di Sportitalia.

Le notizie di febbraio non hanno il peso di marzo e aprile perché basta una o due vittorie e il mondo cambia, ma siamo nel punto più basso del rapporto fra l’attuale Milan e l’attuale Allegri.
Allegri non è contento di tante cose: della gestione, del mercato, della confusione che ancora regna a livello societario, di proprietario e di interlocutore all’interno del club. Non vuole essere una frase forte ad effetto, ma in questo momento Allegri sta ragionando seriamente sul proprio futuro a partire dalla prossima stagione.
Se prima non si poteva nemmeno ipotizzare un Milan senza Allegri, oggi Allegri non è contento di come stiano andando le cose. Oggi è concentrato per l’obiettivo, e cioè rientrare nei primi quattro posti, ma non ha più la convinzione di andare avanti con il Milan, salvo qualora dovesse avere conferme e rassicurazioni certe. Anche perché il rapporto con Ibrahimovic e con Furlani, quindi le due figure forti del club, non è così solido come poteva esserlo qualche mese fa
”.

Sì, lo so, adesso che avete letto, per prima cosa reggetevi a qualcosa, respirate e continuate a leggere!

Sinceramente questa notizia non mi stupisce! Max si è fatto scudo fin dall’inizio della stagione sia per le sue scelte, sia per le scelte della società. Ha ripetuto ossessivamente che l’obiettivo era il quarto posto, a tutti i costi. Poi è arrivato un fedele alleato come Igli Tare, che sembrava aver ricostituito una dirigenza di un certo livello, in grado di riprendere le redini della squadra, ed invece qualcosa sta andando storto. L’addio di Elliott era l’occasione per fare piazza pulita dell’incompetenza, per rimettere al timone persone capaci, e soprattutto una dirigenza da squadra di calcio, non da fondo finanziario.

Credo che la situazione sia precipitata quando si è chiuso il fallimentare mercato di riparazione. “A quel tempo”, incipit di parabola evangelica, il Milan era pienamente in corsa per il titolo; la dilettantesca gestione dell’affare Mateta ha messo in luce un imbarazzo sia di Max e Tare, che di tutto l’ambiente calcistico internazionale. Ma se ci pensiamo bene, il mancato arrivo di Mateta è stata solo la punta dell’iceberg. In estate il film già visto di Boniface, l’acquisto di Estupiñán, l’acquisto di Nkunku, e si può continuare.

Max ha fatto da parafulmine sperando in un cambio di passo che non si vede all’orizzonte; “bene, allora sai che c’è? Quasi quasi sul mercato ci vado io” avrà pensato il tecnico. Oramai è chiaro che l’anno sabbatico non ha scalfito le sue capacità e il suo credo calcistico, fino a questo momento per noi molto efficace.

Certo, mi viene difficile pensare a un Milan la prossima stagione senza Allegri. Dopo anni di varie gestioni, senza mai avere un’identità pura, dover perdere l’unico punto cui ancorarci mi fa venire in mente un futuro fatto di tempeste e di grigiore, ma… col bilancio a posto!

A questo punto la domanda è lecita: se va via Allegri, Modrić che fa?

Una situazione in cui rivedo molto quel che una ventina di anni fa era il legame fra Mazzone e Roby Baggio. Modrić resta solo se ha garanzie, e le uniche garanzie in questo Milan le può dare solo Max Allegri.

Per il resto prendiamoci questa Champions, e poi auguriamoci una tabula rasa a livello dirigenziale, e ripartiamo da Max e Tare. Gli altri che tornino ad occuparsi di faccende finanziarie!