Il giorno dopo Milan – Genoa è stata la sfilata di musi lunghi tra i tifosi rossoneri ed anche gli addetti ai lavori. Di solito ascolto 2-3 giornalisti che si esprimono su youtube, ieri ho voluto ampliare cercando di ascoltare anche gli youtuber/tifosi. In tutti, oltre ad una comprensibile amarezza, ho notato un certo “obbligo di vittoria senza altre possibilità”. Adesso, è lecito aspettarsi una vittoria in casa contro il Genoa, dopo il passo falso del Napoli ed il successo dell’Inter. Ma da qui a definire la vittoria l’unica soluzione, ce ne passa. Cosa voglio dire, che le partite vanno giocate, in campo le due squadre ci devono andare e quando batti il Verona ed il Cagliari bene, significa che hai giocato una gara in cui hai sconfitto un avversario che comunque ha studiato la gara cercando di metterti in difficoltà in tutti i modi. A questo punto mi sorge il dubbio, non è solo la squadra a sottovalutar l’avversario, ma anche i tifosi quando si recano allo stadio, o vedono il match in Tv, contro una cosiddetta piccola, il cui risultato deve essere già scritto a priori.
Mi spiace signori, ma non funziona così! La storia del calcio, e anche il suo straordinario fascino, rendono questo sport il più bello e imprevedibile del mondo. Ovviamente Max è allenatore che queste cose le conosce, chi ha allenato in provincia sa bene come preparare una gara contro una grande.
Contro il Genoa è successo un qualcosa che ha ribaltato tutte le noiosissime dichiarazioni della vigilia. Ricordate solo pochi giorni fa “il Milan segna alla prima occasione” , “il gioco di Allegri è inaccettabile” etc..
Adesso perché non analizziamo i 40 minuti del secondo tempo, quando il Genoa non è riuscito a mettere il becco fuori dai propri 16 metri . I rossoneri hanno espresso un gioco che ha prodotto circa 30 tiri in porta, Leali si è dovuto superare per tenere il risultato.
Nessuno si è lamentato del gioco questa volta?
Adesso, a mente fredda la cosa più saggia da fare è analizzare i fatti per quelli che sono. Sono noioso quando dico che per giudicare bisogna sempre cominciare dall’inizio, e il punto di partenza è la fallimentare stagione dello scorso anno.
Signori, Allegri sta facendo miracoli, per fortuna è arrivato Tare che parla la stesa lingua del tecnico livornese. Se dovessimo analizzare nel complesso la situazione, ci accorgeremo che Max sta operando con una società che ne ha combinate di tutti i colori, da acquisti sbagliati a mancati rinnovi, cui proprio Allegri sta mettendo una pezza, prima con Maignan, che dovrebbe firmare, poi coi probabili rinnovi di Leao e Pulisic, senza dimenticare il probabile acquisto di Vlahovic, segnale che il progetto è a lungo termine, e questa stagione è solo l’inizio dello show. Insomma il tutto e subito è dei bimbi, non di una squadra e di una tifoseria matura come il Milan.
Prima di chiudere voglio parlare di mercato e della prossima sfida contro la Fiorentina.
Per quanto riguarda il mercato delle cessioni, mi hanno incuriosito le parole di Lotito che ha confermato l’interesse per Loftus Cheek, ma il giocatore ha dato “picche” per rimanere al Milan. Ora, la situazione di un giocatore come Loftus è particolare, vuole andare al mondiale e non ha il posto fisso in squadra, un bel rischio. Francamente interpreto questa scelta come il segno che il gruppo si sta cementificando e tutti vogliono far parte del progetto.
Progetto che si può rafforzare attraverso la cessione di Nkunku, il francese è voluto fortemente dal Fenerbahce, l’offerta al giocatore è salita a 7 milioni di euro, fonte Repubblica, mentre il Milan dovrebbe incassare 30-32 milioni di euro. Un’offerta irrinunciabile sia per il Milan sia per il giocatore. Con questi soldi sarà doveroso acquistare un centrale di difesa.
Domenica alle 15:00 si vola a Firenze per una difficilissima trasferta. La viola è tornata, quel gol di Keane contro la Cremonese ha riportato la squadra nella lotta, e al Franchi domenica sarà proprio una battaglia. Difficile vedere il tridente del secondo tempo col Genoa, più prudente il tandem Leao – Pulisic. In difesa mancherà Tomori, squalificato.
Umiltà massima, con la consapevolezza che sarà una battaglia da tentare di vincere assolutamente.