La parola è passata al campo! Dopo una settimana di discussioni e polemiche, e soprattutto dopo la clamorosa esclusione dell’ultimo minuto di Leao, il Milan è tornato a vincere contro il Torino! Come diceva Omar Sivori “Vince ma non convince”, perché obiettivamente sono emersi alcuni problemi, tra cui i soliti problemi di approccio alla gara, però sono emersi alcuni spunti di cui Allegri dovrà tenere conto!
Nota dolente l’approccio mancato alla gara. Questa sta diventando un po’ una costante in certe partite, dopo la sconfitta con la Lazio, l’ambiente si aspettava una reazione d’orgoglio, e ad onor del vero, a salire in cattedra è stato il Toro.
Nella ripresa i rossoneri hanno rispettato pienamente il copione e quei 20 minuti hanno fatto letteralmente la differenza. Finalmente la squadra ha giocato a tutto campo e con tutti i suoi effettivi, con chiaramente Modric e Rabiot ad ispirare, come nell’occasione del gol del francese: il croato ha dimostrato ancora una volta di essere il centrocampista migliore della Serie A, infilando per Pulisic che ha offerto l’assist al bacio a Rabiot.
Il meritato gol di Fofana e il rigore di Vlasic hanno fissato la gara sul tre a uno. Per il francese viene da dire “FINALMENTE” dopo tanti tentativi ed assist per i compagni è arrivata la rete che lo fa entrare di diritto nella storia dei marcatori rossoneri. Per quanto riguarda il rigore, a me non piace parlare di episodi come questo, però mettendo sulla bilancia tutti i fattori, è palese che Simeone su quella palla non ci sarebbe mai arrivato, e questo è pacifico.
In chiusura, il Milan col Toro ha ripreso la barra, era necessario prendere i tre punti per il sorpasso in classifica e la missione è stata compiuta, ora le vittorie da conquistare per staccare il biglietto Champions sono solo 3, e all’orizzonte si intravede la luce.
Certo che questa gara si porta dietro ancora una volta il merito e la capacità di Max Allegri, che nel momento difficile dell’incontro ha sempre predicato pazienza, ed inoltre si porta alcuni spunti di rilievo di cui il tecnico dovrà sicuramente tenere conto per il futuro.
Prima di tutto la presenza di un centravanti di ruolo. Allora Fullkrug non ha certo giocato una gara che rimarrà negli annali, ma il tedesco, con tutti i suoi limiti fisici, si è fatto maledettamente sentire, riempiendo gli spazi e riempiendo l’area quando i rossoneri sviluppavano sulle fasce. Questo ha costretto la retroguardia del Toro ad organizzare una marcatura continua, un punto di riferimento che ha aperto inevitabilmente gli spazi alla velocità di Pulisic e alle scorribande di Saelemaekers.
E questo è un punto importante su cui lavorare. Soprattutto nei match interni, la presenza di un attaccante che faccia sentire il suo peso in fase offensiva ed in fase di alleggerimento, è un fattore cui il Milan non può più prescindere.
Certo che Leao oggi, da questo punto di vista, non si è fatto rimpiangere. La squadra, nei venti minuti ad inizio ripresa, ha preso in mano il suo destino ed ognuno ha fatto la sua parte, senza specchiarsi in inutili giocate. Certo a Napoli servirà un’altra grande prestazione, uscire indenni dal San Paolo significa certificare il posto in Champions e autocertificarsi come seconda forza del campionato (che per inciso negli scontri diretti ha battuto due volte la capolista). A Napoli servirà anche Leao per sfruttare tutti gli spazi che verranno concessi, sempre a patto che il portoghese si vesta di umiltà e si metta a disposizione della squadra.
È tempo di diventare grandi, per il Milan e per Leao!