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Editoriale del 16 gennaio 2026 - Federossonera.com

Vittoria a Como nel modo più “Allegriano” possibile!

Bisognava vincere per tenere la scia dell’Inter e staccare Napoli e Roma, e vittoria è stata. La partita è andata nel modo in cui tutti si aspettavano, con il Como a macinare una mole di gioco impressionante e con il Milan sornione, capace di aspettare l’inevitabile calo dei lariani.

Certo che stasera Maignan si merita una bella bottiglia di champagne in camera, gentilmente offerta da Allegri e da tutti i tifosi. Il portierone francese ha vinto la sfida personale con Nico Paz. L’argentino, naturalizzato spagnolo, ci ha provato in tutti i modi, ma il numero 1 francese ha tenuto a galla la squadra, che nella ripresa ha capitalizzato tutto il “minimo” sforzo offensivo prodotto con Rabiot. Il centrocampista francese finalmente ha ascoltato le parole di Allegri ed ha tenuto “alta” la media gol reparto di centrocampo.

Ora tutti ad elogiare la squadra che ha vinto in un campo dal coefficiente di difficoltà massimo. Onestamente non ci vedo nulla di diverso tra questa gara e quelle giocate dai rossoneri fino ad oggi. Per assurdo il primo tempo di Firenze è stato nettamente superiore rispetto a quello giocato a Como. A mancare, a Firenze, è stato quel gol che avrebbe permesso di raccontare tutta un’altra storia. Perciò, signori, questo è il Milan di Allegri! Una squadra che non gioca sicuramente come i lariani, ma che è maledettamente concreta quando si tratta di concretizzare!

Eppure il gol di Kempf ha messo la squadra a dura prova. Andare sotto in trasferta, con una squadra che sa far gioco e possesso, rischiava di far vivere una brutta serata ai rossoneri. Chiaro che quando puoi schierare Modrić e Rabiot, hai dalla tua un’esperienza importante, quell’esperienza che Allegri vuole vedere in campo, perché il Como gioca un gioco spettacolare, ma inevitabilmente quando produci quella mole, devi pagare pegno, ed è in quei momenti che la grande squadra deve colpire e fare la differenza. E così è stato!

Perciò non esaltarsi dopo una partita del genere impone di non deprimersi nei passi falsi.

Questo è il Milan di Allegri, una squadra in cui un giocatore come Füllkrug è sceso in campo nonostante un oggettivo problema al dito del piede. Stringere i denti ed esserci, questo è il segnale che si sta costruendo qualcosa di importante a livello di spogliatoio, in cui tutti vogliono esserci. Possiamo chiamarlo un embrione del DNA Milan, che tutti noi sogniamo, come ai bei vecchi tempi.

Scontro tattico Max–Fàbregas. C’è da dire che i due se le sono date, tatticamente, di santa ragione. In effetti, soprattutto Max ha cambiato pelle al Milan più volte in tutta la gara, dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 in fase di recupero, fino ai cinque dietro per proteggere il risultato.

Chiudo parlando di Fofana: il francese oggi ha fatto capire la sua importanza nell’equilibrio della squadra. Certo, i piedi non sono fatati come quelli di Modrić, ma la generosità e la propensione offensiva lo rendono un giocatore quasi indispensabile per Allegri. Non a caso il Fenerbahçe lo vuole portare in Turchia a tutti i costi, a cifre che farebbero traballare qualsiasi società, e quando si parla di vendere sappiamo che dai piani alti non si fanno particolari problemi. In ogni caso è Fofana stesso che si è tolto dal mercato, giurando devozione alla causa del Milan e a quell’ambiente che Max sta piano piano costruendo.

Detto questo, Inter e Napoli restano le favorite per i primi due posti della classifica; noi eravamo degli outsider prima della gara del Sinigaglia e lo saremo anche per la sfida contro il Lecce. Se essere outsider esenta dall’eccessiva pressione, ben venga questo ruolo, specie se ci porta questi risultati!

Ora testa al Lecce, ma ormai credo che la lezione con le piccole l’abbiamo imparata!