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Editoriale 23 febbraio 2026 - Federossonera.com

Volevate il gioco? Eccolo! Milan – Parma 0-1

Ed eccoci qua, quello che non doveva succedere è successo, e così ci sarà ancora da soffrire!

Prima di tutto spero che si sgomberi definitivamente l’idea di poter giungere allo scudetto, la “partita” era chiusa dopo il pari col Como, ora è serrata a doppia mandata dopo questo ko contro il Parma.

Ma andiamo con ordine, sono mesi che sui giornali si scrivono fiumi di parole sul mancato gioco del Milan, con Allegri perennemente sul banco degli imputati. Da un po’ di giornate a questa parte il trend si è invertito, però quello che abbiamo visto contro i gialloblù è stato un Milan dominante. Il possesso palla finale recita un ben 65% contro il 35% del Parma. L’ingresso di Jashari, al posto dello sfortunato Loftus-Cheek, ha esaudito un mio piccolo desiderio, quello di vedere Rabiot-Modric e Jashari insieme e contemporaneamente. E le attese sono state rispettate. Il Milan ha preso in mano la partita, con un tasso tecnico così elevato d’altronde era inevitabile. Il gioco è arrivato, la squadra ha macinato in continuazione contro una compagine perennemente arroccata nei propri 20 metri, che ha affidato la sua manovra a Strefezza. L’ex Como, bisogna ammettere, è stata una vera spina nel fianco.

Eppure il gioco non è bastato, a questo punto tornano sempre in mente le divisioni tra giochisti e risultatisti, che contro Fabregas tanto ci ha inseguito. Bene, stasera avrei preferito molto di più un risultato valido che un possesso palla quasi bulgaro, ed una serie di occasioni collezionate. Ma il calcio si sa, è come la vita, alle volte vive di stranezze e presentimenti.

Cominciamo dal presentimento: dopo una fase totale di dominio, coi ragazzi di Allegri a schiacciare nella metà campo i ducali, è arrivato quel cross e quella maldestra deviazione in calcio d’angolo da parte di Rabiot. Un intervento goffo che proprio non si addice al fuoriclasse francese. Non so voi, ma a me in quell’istante si è acceso il presentimento peggiore, quello che Max Pezzali canta ne “La dura legge del gol”. Detto fatto, palla in area e Troilo (già dal nome) butta la palla in rete di testa.

Manco finivo di imprecare, che l’arbitro Piccinini annulla. Fortunatamente il mio sesto senso può andare a quel paese. Ed invece ecco la stranezza che si trasforma in “capolavoro”, col mio sesto senso che torna a bussare prepotentemente e l’arbitro che torna sui suoi passi nonostante un clamoroso appoggio di Troilo sulle spalle di Bartesaghi. Eccolo 0-1!

Non mi piace lamentarmi con gli arbitri, chi legge i miei editoriali sa bene che capisco la classe arbitrale, ma in questa occasione è mancata la più elementare base di esperienza calcistica. In tanti, ed anche l’arbitro, si sono concentrati sul disturbo a Maignan. Francamente del disturbo a SuperMike me ne sono fregato dal primo istante, era palese che il fallo è stato fatto su Bartesaghi, quell’elevazione è facilmente spiegabile con un appoggio su un giocatore del Milan. Ed invece nulla, decisione cambiata e gol convalidato e addio allungo Champions.

Adesso perdere ci sta, anche giocando una grande gara come quella di oggi. Una gara che ci ha confermato che Jashari e Modric possono coesistere, anche con Rabiot. A proposito dello svizzero, oltre all’innalzamento del livello tecnico, avete visto come si è fatto sentire in fase di interdizione? Fofana è avvisato!

L’occasione di allungare era ghiotta, con Juventus e Napoli ko contro Como e Atalanta, era l’occasione per porre fine alla questione Champions. L’eventuale +11 sarebbe stato francamente incolmabile. Da domani si ricomincia a lavorare. L’obiettivo resta sempre lo stesso, chi pensa ancora di riprendere l’Inter perde solo tempo ed energie. La lotta continua, ma questa gara ci restituisce un Milan che sta completando la sua metamorfosi dal punto di vista del gioco. Ed il paradosso è quello che domini e ti ritrovi con un pugno di mosche in mano.

Dite quello che volete ma io sono fiducioso! Per la prossima stagione stiamo costruendo qualcosa di importante!